L’indipendenza economica è una condizione fondamentale per la libertà personale, ma la scarsa alfabetizzazione finanziaria può alimentare disuguaglianze e situazioni di dipendenza. Di questo si parlerà giovedì 5 novembre a Trento, nel convegno “Divari di genere: alfabetizzazione finanziaria e violenza economica”, promosso dal Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento insieme al Comitato unico di garanzia dell’Ateneo. L’incontro, aperto alla cittadinanza, si terrà nella sala conferenze di Palazzo di Economia, in via Inama 5.
Secondo i dati citati nel rapporto Ocse/Infe, l’Italia registra livelli di alfabetizzazione finanziaria tra i più bassi dei Paesi considerati, con un punteggio di 53 su 100. Le donne, in particolare, tendono a disporre di conoscenze finanziarie inferiori. A questo divario si affianca il fenomeno della violenza economica: secondo i dati Istat, il 6,6% delle donne italiane ha subito forme di controllo economico da parte del partner, una percentuale che può superare il 20% considerando indicatori più approfonditi.
Il programma si aprirà alle 16 con i saluti istituzionali e l’intervento di Raffaella Rumiati, docente di Neuroscienze cognitive alla Scuola internazionale superiore di Studi avanzati di Trieste, che presenterà una riflessione dal titolo “La Mente delle Donne”, a partire dal suo omonimo libro. Seguiranno due sessioni di approfondimento: alle 17.15 su educazione finanziaria e genere, alle 18 sulle esperienze di educazione finanziaria e violenza di genere. Una tavola rotonda concluderà il pomeriggio.
L’iniziativa rientra nel calendario del Mese dell’Educazione finanziaria 2026 ed è realizzata in collaborazione con l’Associazione italiana Educatori finanziari, con il patrocinio della Società italiana di Economia. La partecipazione è gratuita, previa iscrizione attraverso il modulo online.