Un modello diverso di accoglienza in Trentino è possibile e necessario: Cgil Cisl Uil aderiscono alla manifestazione contro il Cpr a Trento

Anche Cgil Cisl Uil hanno deciso di aderire alla manifestazione contro il Cpr a Trento che si terrà sabato 16 maggio con ritrovo in piazza Dante, a Trento, a partire dalle ore 15, per ribadire che un modello diverso di accoglienza in Trentino è possibile e necessario. Il corteo, promosso da una lunga lista di realtà riunite nel Coordinamento Trentino-Alto Adige/Südtirol NO CPR, sfilerà dal centro città fino alla zona di Piedicastello dove è in programma la realizzazione della struttura.

Le tre sigle ancora una volta sostengono la necessità di tornare ad un modello diffuso di accoglienza, che valorizzi l’integrazione dei migranti, il loro inserimento sociale e lavorativo e dunque contribuisca a riconoscere l’apporto degli stranieri al progresso sociale e civile della nostra comunità.

Investire sull’integrazione significa in primo luogo garantire una crescente capacità di attrazione della nostra provincia, nonché un maggiore senso di sicurezza per tutta la cittadinanza. Tutto questo è possibile se, invece di criminalizzare i cittadini di origine straniera, si gestiscono con lungimiranza i flussi migratori e si attuano politiche di accoglienza abbandonando una volta per tutte logiche demagogiche che alimentano solo l’esclusione sociale, l’emarginazione e le marginalità. E quello che hanno chiesto recentemente alla Provincia molte associazioni del mondo del sociale e dell’economia riunite nell’iniziativa “Filiera trentina”, spiegano i sindacati: “Grazie alle politiche di integrazione, grazie ad un sistema di accoglienza dignitosa, grazie ad un investimento sull’apprendimento della cultura e della lingua italiana è possibile davvero facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro delle persone straniere, come primo passo verso un pieno riscatto sociale e radicamento sul territorio dei migranti che scelgono di vivere in Trentino e di rafforzarne così la comunità con la loro presenza attiva. Troppo spesso, infatti, si dimentica che gli stranieri non sono solo braccia per le nostre fabbriche, i nostri campi e le nostre strutture ricettive, ma persone che hanno necessità di imparare la lingua, trovare una casa, vedere riconosciuta la possibilità di costruire un futuro migliore”.