A Riparo Dalmeri, oltre 13.000 anni fa, i cacciatori-raccoglitori delle Alpi inseguivano una popolazione di stambecco alpino oggi estinta. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Scientific Reports e condotto da ricercatori di Università di Bologna, Università di Modena e Reggio Emilia e MUSE – Museo delle Scienze di Trento.
La ricerca ha analizzato i resti di Capra ibex rinvenuti nel sito archeologico preistorico, uno dei più importanti del Paleolitico finale in Europa, frequentato per circa mille anni da gruppi umani specializzati nella caccia allo stambecco. Grazie all’integrazione di datazioni al radiocarbonio, analisi isotopiche, paleoproteomica e paleogenetica, gli studiosi hanno ricostruito l’ecologia e la storia evolutiva di questa popolazione.
I risultati mostrano che gli stambecchi di Riparo Dalmeri appartenevano a un ramo genetico isolato nelle Alpi nord-orientali durante l’ultima glaciazione e oggi scomparso, probabilmente a causa dei rapidi cambiamenti climatici e della pressione umana alla fine del Pleistocene. Le analisi indicano inoltre animali prevalentemente stanziali e un aumento della stagionalità climatica durante il periodo del Dryas recente.
Lo studio dimostra come l’integrazione tra archeologia e tecniche biomolecolari possa aiutare a comprendere l’impatto del cambiamento climatico sulla biodiversità, offrendo indicazioni utili anche per la conservazione attuale dello stambecco alpino.