Retorica della guerra e della pace: a Trento due giorni sul potere delle parole

Come nasce la narrazione di una guerra? E in che modo le parole possono contribuire a legittimare l’uso della forza oppure favorire la costruzione della pace? Sono alcune delle domande al centro della 24ª edizione delle “Giornate tridentine di Retorica”, in programma il 4 e 5 settembre al Palazzo di Giurisprudenza dell’Università di Trento.

Il convegno, dal titolo “Retorica della guerra (e della pace). Tra regolazione e uso della forza”, è organizzato dal Centro interuniversitario di Studi sulla retorica del Dipartimento di Giurisprudenza, in collaborazione con le Università di Bologna e Palermo. Docenti e studiosi di diverse discipline analizzeranno il rapporto tra linguaggio, potere e violenza, spaziando dalla cultura classica ai conflitti contemporanei.

I lavori prenderanno in esame figure e testi dell’antichità, il pensiero medievale e la riflessione sul diritto di guerra, ma anche letteratura, arte e cinema. Tra gli autori affrontati ci saranno Beppe Fenoglio, Luigi Meneghello, Simone Weil e Jean-Luc Godard.

Sabato l’attenzione si sposterà sull’attualità: propaganda e istituzioni, linguaggio giuridico sulle migrazioni, metafore nei discorsi ufficiali e narrazione del conflitto israelo-palestinese. Le giornate saranno aperte dalle relazioni plenarie di Filippo Ruschi e Salvatore Di Piazza e includeranno un ricordo dello studioso Bruno Capaci.

L’appuntamento è nella sala conferenze Fulvio Zuelli, in via Verdi 53. I lavori iniziano venerdì alle 14.30 e proseguono sabato dalle 8.45.