Presentata la programmazione 2026/2027 del Teatro Sociale di Trento

La programmazione 2026/2027 del Teatro Sociale di Trento, curata dal Centro Servizi Culturali S. Chiara, che è stata presentata nel corso di una conferenza stampa da Giuseppe Putignani e Massimo Ongaro (presidente e direttore del Centro Servizi Culturali S. Chiara), alla presenza di Francesca Gerosa (assessore all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità della Provincia autonoma di Trento) ed Elisabetta Bozzarelli (vicesindaca e assessora alla cultura, sport e scuola del Comune di Trento). Alla conferenza è intervenuto anche il nuovo direttore del Teatro Stabile di Bolzano, Andrea Cerri.

A partire da martedì 21 aprile, il pubblico degli affezionati abbonati potrà confermare e rinnovare il proprio abbonamento. E, aspetto più importante, quest’anno lo potrà fare a prezzi davvero vantaggiosi, addirittura più bassi rispetto alle ultime stagioni, dal momento che il Centro S. Chiara ha deciso di abbassare sensibilmente le proprie tariffe (dai 240 euro dello scorso anno si passa a 210 euro), provando a dare una piccola ma significativa risposta al proprio pubblico in un momento storico piuttosto complicato.

Una ragione in più, quindi, per non lasciarsi sfuggire l’occasione di prendere parte ad una Stagione che, titoli alla mano, si preannuncia entusiasmante e di grande qualità, pronta a parlare ad ogni genere di pubblico e sempre all’insegna della multidisciplinarietà e della varietà di linguaggi.

E come se non bastasse, tra le grandi novità di questa Stagione c’è l’aggiunta di una ulteriore giornata di spettacolo. Per sette dei sedici titoli in calendario, infatti, il numero delle recite passerà dalle ‘tradizionali’ quattro a cinque, grazie all’aggiunta del mercoledì.

Inoltre, la Stagione 2026/27 darà ulteriore forza e slancio ad un’altra tematica particolarmente cara al Centro S. Chiara: l’accessibilità. Proseguendo sulla scia del percorso intrapreso lo scorso anno per rendere il teatro un bene quanto più possibile accessibile a tutte e tutti, per la nuova Stagione il Centro ha deciso di strutturare al proprio interno un gruppo di lavoro ad hoc, impegnato nell’individuazione di percorsi studiati appositamente per rendere alcuni degli spettacoli in cartellone accessibili a più persone possibile, senza barriere fisiche, comunicative, sensoriali, sociali e culturali.

Una Stagione del Teatro Sociale 2026/2027 ricca di stili e contenuti, anche quest’anno pensata e realizzata dal Centro in collaborazione con il Teatro Stabile di Bolzano.

«Sono particolarmente lieto che la presentazione della nuova stagione – la prima del nuovo CDA che ho l’onore qui di rappresentare -, sia innanzitutto caratterizzata da una rinnovata attenzione verso il pubblico e l’accessibilità culturale. – ha commentato Giuseppe Putignani, presidente del Centro Servizi Culturali S. Chiara – Quest’anno, infatti, abbiamo scelto di ridurre il costo degli abbonamenti, con l’obiettivo di rendere l’offerta ancora più inclusiva e aperta a tutti. Parallelamente, abbiamo ampliato il numero di repliche per una parte significativa degli spettacoli, portandole da quattro a cinque, così da offrire sempre maggiori opportunità di fruizione e portando la città di Trento ad uno standard qualitativo e quantitativo al pari delle maggiori città italiane. Questa stagione conferma inoltre il valore della multidisciplinarietà come tratto distintivo del nostro progetto culturale: un dialogo continuo tra linguaggi artistici diversi, capace di intercettare sensibilità eterogenee e di arricchire l’esperienza del pubblico».

Anche quest’anno sono sedici gli spettacoli inseriti in cartellone: una combinazione tra prosa e danza, che vedrà salire sul palco del prestigioso e suggestivo teatro della città di Trento illustri interpreti del teatro e dello spettacolo italiano (da Lunetta Savino a Umberto Orsini, da Alessandro Haber a Filippo Dini, passando per Rocco Papaleo, Davide Enia, Daniele Russo, Arturo Cirillo, Vincenzo Pirrotta e Viola Graziosi), alle prese con grandi classici e autori contemporanei (Bertolt Brecht, Wajdi Mouawad, Stefano Massini, Andrea Camilleri, José Saramago, Virginia Woolf), nuove produzioni, registi di spicco del panorama nazionale e internazionale come Ferzan Ozpetek, Paolo Valerio, Leo Muscato, Serena Sinigaglia, Massimo Popolizio, Alessandro Gassmann, Marco Zoppello, Giuseppe Dipasquale, Marco Lorenzi, oltre a compagnie e coreografi di fama mondiale come Alan Lucien Øyen, Mauro Bigonzetti, Marcos Morau, il Balletto del Teatro di San Carlo di Napoli, la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, CCN/Aterballetto e la MM Contemporary Dance Company di Michele Merola.

«La nuova stagione del Teatro Sociale conferma il ruolo cardine di questo spazio culturale per l’intera comunità trentina. Il cartellone non riflette solo l’alta qualità delle proposte, ma anche la capacità di aprirsi a pubblici diversi, rinnovando l’impegno del Centro Servizi Culturali Santa Chiara per una cultura sempre più accessibile. – Oltre ai grandi nomi e alla ricchezza degli appuntamenti in calendario, una delle novità più significative è l’aumento delle giornate dedicate alle rappresentazioni: un segnale concreto di attenzione verso chi vuole vivere il teatro oltre il fine settimana. È certamente questa la strada giusta per far crescere la partecipazione e trasformare l’esperienza teatrale in un’abitudine condivisa. Sono certa che sarà una stagione di grande successo e mi complimento con la direzione artistica e i curatori per l’eccellenza e la cura dimostrate nella programmazione», questo il pensiero espresso da Francesca Gerosa, assessore all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità della Provincia autonoma di Trento.

«Si può cambiare il mondo uno spettacolo alla volta? Guardando il calendario della nuova stagione del Teatro Sociale sembrerebbe proprio di sì! – ha invece osservato Elisabetta Bozzarelli, vicesindaca e assessora alla cultura, sport e scuola del Comune di Trento – Con la sua proposta eterogenea e sempre più accessibile, il Centro Servizi Culturali Santa Chiara ha trasformato il teatro in un appuntamento irrinunciabile per un gruppo di spettatori sempre più ampio, che cresce anno dopo anno, come il numero degli abbonati e delle serate in cartellone. È un risultato che non solo conferma la vitalità culturale della città, ma infonde speranza per il benessere della società, perché una comunità che ama confrontarsi con la scena impara anche ad affrontare la complessità del mondo. E se è vero che spesso si esce dal foyer con più dubbi che risposte, è proprio grazie a quelle domande che si esercita il pensiero critico con cui interpretiamo la realtà che ci circonda».