Laurearsi a Trento dà maggiori chances occupazionali

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Laurearsi a Trento dà maggiori chances occupazionali
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Di Marta Pilotto

Quando prepari diligentemente lo zainetto per andare a studiare in biblioteca, ti capita spesso di chiederti ‘chi me lo ha fatto fare’?

Quando ti trovi a prendere a calci la cassa automatica della Coop perché hai rimosso un prodotto dallo spazio apposito, ti lasci prendere dallo sconforto pensando che se non sei tagliato nemmeno per fare il cassiere probabilmente finirai a vivere sotto il ponte delle Albere?

Capiamoci. Lavorare in un supermercato è un lavoro più che dignitoso, ma è una prospettiva non troppo allettante se hai studiato 5 anni per fare l’astronauta.

Vivere sotto un ponte, invece, non è bello per nessuno, nemmeno se il quartiere lo ha progettato Renzo Piano.

Ma attenzione, quello che vi stiamo per dire non è uno scherzetto di Halloween e vi potrà, forse, consolare nelle lunghe notti insonni prima degli esami: “laurearsi all’Università di Trento dà maggiori chances occupazionali di quelle mediamente fornite dal resto degli atenei italiani. Questo effetto positivo vale indipendentemente dalle province e dalle regioni d’Italia in cui si risiede e dove si cerchi e si trovi un impiego”.

A dirlo non è la mamma che – benedette le mamme – ne escogita sempre una più del diavolo per farci studiare e per assicurarsi che i soldi delle tasse diano prima o poi i loro frutti.

E’, invece, quel che emerge dai dati Alma Laurea sugli esiti occupazionali dei laureati magistrali italiani.

Antonio Schizzerotto, professore di sociologia all’Università di Trento, ha infatti elaborato i dati del XVI Profilo di Alma Laurea 2014 che vede coinvolti 3.202 laureati trentini, usciti dall’università nel 2013.

Quello che è emerso è che laurearsi presso l’Ateneo di Trento fornisce un vantaggio competitivo evidente rispetto al medesimo titolo ottenuto in un atro Ateneo italiano.

Confortante, in particolar modo se si considera che il tasso di occupazione ad un anno dalla laurea degli ex studenti Unitn è superiore alla media italiana: dell’82,2 per chi cerca lavoro in Trentino e del 75,4 nel resto d’Italia contro l’80,9 e il 70,5 dei laureati in altri atenei che trovano lavoro rispettivamente in Trentino o nelle altre province italiane.

Il Professor Schizzerotto ha, poi, messo in evidenza un altro dato interessante: l’Università di Trento svolge anche un’importante funzione di “scambiatore”. Il che significa che una percentuale non indifferente di laureati Unitn non trentini trova lavoro nella provincia in cui ha studiato, così come quasi il 70% degli studenti trentini che hanno conseguito il titolo in altri atenei italiani torna tra i monti natii per cercare un impiego. Dato questo molto rilevante, in quanto la mobilità dei laureati fa bene al mercato del lavoro trentino e può innescare un circolo virtuoso in cui nuove competenze creano nuove opportunità.

Quindi studiare è faticoso, snervante, fa venire i capelli bianchi e le occhiaie nere, ma – dati alla mano – farlo in Trentino prima o poi vi ripagherà, dei vostri sforzi e non solo.

Ditelo anche alle vostre mamme!