Crisi Schengen comporta costi notevolissimi. Perché il Governo austriaco la sta portando avanti?

Prova a spiegarlo l'on. Michele Nicoletti

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Crisi Schengen comporta costi notevolissimi. Perché il Governo austriaco la sta portando avanti?
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di Nicola Pifferi

L'onorevole Michele Nicoletti, oltre a essere docente di filosofia presso l'Università degli Studi di Trento, è deputato al Parlamento Italiano e presidente della delegazione italiana all'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, Assemblea di cui è anche vice-presidente.

Parliamo di Schengen. Cosa sta succedendo, che cosa stiamo rischiando?

Stiamo assistendo a una chiusura delle frontiere nazionali che non eravamo abituati a vedere; penso alla frontiera del Brennero che per noi trentini e alto-atesini ha anche un valore molto simbolico. Il motivo maggiore di questa chiusura è quello di un'emergenza umanitaria, quella dei profughi, che, considerate le sue dimensioni, richiederebbe l'esatto opposto, ovvero una gestione comunitaria da parte dell'Europa. Il rischio è molto grosso, sia dal punto di vista umanitario, perché abbiamo visto bambini, vecchi, donne nel fango, vicino al filo spinato, situazioni che l'Europa non dovrebbe permettere, sia dal punto di vista economico, perché la chiusura delle frontiere, o, appunto, la sospensione di Schengen comporta dei costi notevolissimi; ma anche la crisi del sogno europeo, che era invece quello della libera circolazione delle merci e delle persone.

A proposito di rischi economici: gli studi ci dicono che, per sostenere il nostro livello di welfare, avremmo bisogno di aumentare il numero di accessi esterni all'Unione. Perché le amministrazioni non seguono il ragionamento che sembra razionale?

È, questa, una domanda che potremmo porre anche al Regno Unito: anche in quel caso gli studi economici dicono che un'uscita dall'Unione sarebbe più costosa che un suo rimanervi. C'è però, evidentemente, in questo momento, una paura della crisi economica, paura dei fenomeni migratori, paura del terrorismo, che fa presa non solo sull'opinione publlica, ma spesso anche sui governi nazionali, e li porta a seguire delle politiche discutibili, dal punto di vista morale, ma anche dal punto di vista economico. Speriamo in un rinsavimento.

Foto di Vladimir Menkov, CC BY-SA 3.0