Due padri per due gemellini: la Corte d’Appello di Trento ha deciso

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Due padri per due gemellini: la Corte d’Appello di Trento ha deciso
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Fa parte della serie

di Lorenza Giordani e Marta Pilotto

Nelle locandine di tutta la città di Trento e non solo abbiamo letto della vicenda dei due padri cui è stato riconosciuto lo status di genitore di due gemelli, nati in Canada grazie all’aiuto della fecondazione eterologa.

Genitore, infatti, lo è anche il padre che non ha con i piccoli un legame biologico e genetico. Ne abbiamo parlato con il difensore che ha patrocinato la causa, l’avvocato Alexander Schuster.

La Corte d’Appello di Trento, infatti, si è pronunciata sul riconoscimento degli effetti dell’atto di nascita di un altro Stato attestante la doppia paternità dei bambini nati attraverso procreazione assistita.

L’impostazione classica, che vede riconosciuta la paternità solo in caso di legame biologico tra padre e figlio, lascia qui spazio al concetto di responsabilità genitoriale, cioè la consapevole decisione di allevare e accudire il bambino, dopotutto già ben nota all’ordinamento in tema di adozione.

Si tratta di una pronuncia assolutamente innovativa, poiché è la prima volta che un giudice di merito applica, in una coppia di due padri, i principi enunciati dalla sentenza n. 19599/2016, in tema di trascrizione dell’atto di nascita straniero recante l’indicazione di due genitori dello stesso sesso.

Il riconoscimento della genitorialità è stato pieno, perché ora il secondo padre risulterà a tutti gli effetti nella seconda casella del certificato di nascita dei minori.

Avverso la sentenza, il procuratore generale della corte d’Appello di Trento ha già annunciato il ricorso in Cassazione. L’avvocato Schuster, tuttavia, non teme la sfida e si appresta a resistere, assieme ai genitori dei bambini, dinanzi alla Suprema Corte.