Dove oltre un secolo fa italiani e austriaci combattevano gli uni contro gli altri, oggi si cammina e si prega insieme. Sono state circa 300 le persone che hanno partecipato sui 2.700 metri del Passo Paradiso alla 49ª Festa della Fratellanza, l’appuntamento che ogni anno riunisce le comunità dei due Paesi nei luoghi segnati dalla Grande Guerra.
La manifestazione è nata nel 1977 da un’intuizione dell’alpino Emilio Serra e del Kaiserjäger Kurt Steiner, con l’obiettivo di trasformare la memoria delle ferite del passato in un impegno concreto di riconciliazione. Anche quest’anno Alpini, Kaiserjäger, Kaiserschützen e Schützen hanno sfilato fianco a fianco, insieme alle delegazioni austriache e alle associazioni d’arma.
La giornata si è aperta con la sfilata sul ghiacciaio del Presena ed è proseguita con la cerimonia ufficiale e la Santa Messa, accompagnata dal Corpo Bandistico Ossana Vermiglio e dal Coro Santa Maria Assunta di Tassullo. Momento centrale della manifestazione è stata la deposizione delle corone al Monumento alla Fratellanza, in ricordo dei caduti di entrambi i fronti.
In un momento storico segnato da guerre e tensioni internazionali, la celebrazione ha assunto un significato ancora più attuale. Dai luoghi che furono teatro di scontri e sofferenze è tornato così un appello alla pace, al dialogo e alla capacità di superare i confini.
La Festa della Fratellanza è organizzata dal Museo della Guerra Bianca di Vermiglio insieme al Comune di Vermiglio e alle istituzioni trentine e dell’Euregio. Al termine della cerimonia, il comandante dei vigili del fuoco volontari di Vermiglio Luis Daldoss è stato inoltre insignito della croce nera d’onore austriaca per l’impegno dei volontari durante il violento incendio che ha colpito Fraviano lo scorso luglio.