Trento 1975-1990: la svolta. Persone, luoghi e azioni nella lente della macchina fotografica

Fino al 11 novembre nel cortile di Palazzo Thun è possibile visitare la mostra Trento 1975-1990: la svolta, a cura della Fondazione Museo storico del Trentino

Trento 1975-1990: la svolta. Persone, luoghi e azioni nella lente della macchina fotografica

di Veronica Permer

Quindici sono gli anni che la mostra Trento 1975-1990: la svolta prende in considerazione per raccontare, attraverso la fotografia, una parte della storia della città. Una ricostruzione a cura della Fondazione Museo storico del Trentino e di Elena Tonezzer che documenta le trasformazioni politiche, sociali e urbanistiche che si sono susseguite in quel quindicennio. Un passato recente ma non del tutto messo a fuoco.
Oltre cento scatti in bianco e nero, esposti su undici totem circolari nel cortile di Palazzo Thun, che mostrano luoghi, persone e una città in rapido cambiamento. Sono gli anni in cui si susseguono due sindaci: Giorgio Tononi prima e Adriano Goio poi, e Trento supera i 100.000 abitanti. La superficie si espande, il territorio si trasforma e le persone stanno al centro. C’è chi sfila contro la crisi occupazionale dell’industria locale, chi manifesta contro la crescente diffusione della droga e chi sollecita la creazione di parchi pubblici. Cortei, conferenze, contestazioni. Le donne si mobilitano per la loro condizione e occupazione, gli omosessuali iniziano a combattere per i loro diritti, i disabili protestano contro le barriere architettoniche. E nel frattempo la città cambia aspetto.
In poco tempo vengono costruiti dei complessi residenziali che si sviluppano in altezza e si ispirano all’architettura moderna. Si tratta delle Torri di Madonna Bianca, visibili a distanza da più angoli della città e provviste di aree verdi e servizi. Pochi anni dopo gli uffici provinciali vengono concentrati in imponenti edifici fuori dal centro storico e una serie di interventi fa sì che Trento sia facilmente raggiungibile grazie a vie d’accesso più scorrevoli. A poco a poco molte zone del centro storico diventano a traffico limitato, tanto che già nel 1985 il Comune mette a disposizione di tutta la popolazione delle biciclette in più punti della città, per disincentivare l’uso dell’automobile e favorire la pedonalizzazione. Per la prima volta viene istituito un Assessorato all’Ecologia e alla Pianificazione urbana, e Trento si aggiudica il premio come città più pulita e vivibile d’Italia: è il 1988.

Il nero delle colonne metalliche contrasta con le grandi scritte in stampatello bianco, che suggeriscono un percorso tematico allestito dallo studio Weber+Winterle architetti e dal graphic designer Matteo Campostrini. Non solo scatti a opera dei collaboratori del quotidiano L’Adige – Giorgio Rossi e Roberto Bernardinatti con molta probabilità – ma una minuziosa ricerca negli archivi della Fondazione Museo storico del Trentino, del Comune di Trento e della Biblioteca comunale. Uno spoglio di periodici, quotidiani, opuscoli e pubblicazioni che ha permesso una ricostruzione del contesto storico, come testimoniano le didascalie in calce a ogni fotografia.
Immagine, data, descrizione e tema: sono questi gli elementi che guidano il visitatore in questa mostra disponibile fino all’11 novembre nel cortile di Palazzo Thun, in via Rodolfo Belenzani 19. Anni di svolta e di continuità con il presente. «Un'esposizione fotografica che propone temi e suggestioni, non monumenti ma luoghi della quotidianità, per ricordare una Trento recente ma già dimenticata». 
 

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