La finale di Fantasio

La finale di Fantasio

di  Rebecca Sandri 

Nelle serate del sei e sette dicembre al teatro di Villazzano si è tenuta la fase finale dell’unico festival di regia in Italia, Fantasio.

La lunga selezione, partita con la partecipazione di un centinaio di registi, si è conclusa con solo otto di loro. Sono proprio quest’ultimi che si sono ritrovati nel capoluogo trentino, per creare in soli 12 giorni una rappresentazione teatrale di 15 minuti ognuna, e con il coinvolgimento di 19 attori. Il testo su cui dovevano lavorare? Non era né poesia, né un’opera teatrale, ma il testo di una canzone: Bocca di Rosa di De André. Una canzone di cui tutti sappiamo il testo. Una scelta particolare, ma che ha permesso ai registi in gara di portare sul palco, Bocca di Rosa ieri, oggi e domani. 

Le due serate finali sono state suddivise in quattro rappresentazioni ognuna. Entrambe hanno visto un numeroso pubblico che interagiva attivamente con il regista, al termine delle loro pièce. 

I registi sono stati giudicati da tre tipi di giurie: una giuria tecnica composta da professionisti dell’ambito teatrale, una giuria composta da giovani attori di Estro-Scuola di Teatro e Cinema ed infine una giuria formata dal pubblico che aveva la possibilità di dare un voto da 5 a 10 in base alle loro preferenze. 

Tutti e tre i premi hanno decretato un solo vincitore, Michele Segreto con la sua pièce AMORE OPPURE AMORE ovvero la Primavera nello sguardo di tutte le stagioni. Aperto il sipario c’erano solo due ragazze (Martina Testa e Marta Zito) alla stazione di Sant’Ilario, che attraverso delle tecniche un po’ brechtiane, ci hanno fatto sentire parte dello rappresentazione.  Nei suoi quindici minuti Segreto ha voluto insistere e incitare ad “aprire bocca” davanti alle ingiustizie di donne che hanno scelto di voler essere libere e dimostrare che senza di noi, la rivoluzione di una visione di una donna libera di scegliere, non può esserci.

Inoltre, durante le pause che intercorrevano tra gli spettacoli, nella sala inferiore si poteva trovare il festival Internazionale Incisione Contemporanea, Foyer FIIC, esposizione di artisti da tutto il mondo, che veniva giudicata attraverso il voto della giuria popolare e che ha visto come vincitore Stefano Luciano.

Con l’inchino finale di tutti i partecipanti si è concluso il festival Fantasio, che ha toccato attraverso una canzone del 1967, un tema ancora purtroppo molto  attuale che è quello dell’emancipazione della donna e della sua libertà, di una visione ancora che si slega tra il sacro e profano.

Le rappresentazioni hanno toccato diverse fattezze dimostrando come otto registi riescano a creare da una sola canzone e da un solo testo, otto pièce con otto storie che hanno fatto sentire tutti un po’ alla stazione di Sant’Ilario. 

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