La cultura è la carta d'identità di un popolo

I caschi blu della cultura a difesa dell'arte nel mondo

La cultura è la carta d'identità di un popolo

di Margherita Marzari

I caschi blu della cultura dovrebbero essere una task-force internazionale incaricata alla difesa del patrimonio culturale e artistico di tutto il mondo. Questo appello è stato lanciato dai ministri della cultura durante una conferenza organizzata un paio di mesi fa all'Expo. Questo progetto è nato come conseguenza diretta ai recenti drammatici accadimenti che hanno colpito duramente il patrimonio culturale mondiale, dal terremoto in Nepal, ai numerosi attacchi terroristici in Siria e Palmiria, che hanno concentrato l'attenzione del mondo sulle ricchezze artistiche, che racchiudono e conservano l'identità e la storia dell'intera umanità e che non vengono protette e conservate nel migliore dei modi.

«La cultura è il cibo della mente ma anche e soprattutto uno strumento di dialogo fra i popoli» Dario Franceschini, ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, apre così la conferenza che ha riunito per due giorni 83 ministri dei beni culturali provenienti da tutto il mondo. Tra immagini di Pompei, simbolo universale di trascuratezza del patrimonio artistico, Franceschini sostiene che la comunità internazionale ha il dovere di mobilitarsi per proteggere i beni culturali minacciati in diverse aree del mondo e tutelarli dal terrorismo, in quanto «La Scala e il Cenacolo non sono solo patrimonio italiano ma dell’umanità intera, sono valori comuni e universali».

La direttrice generale dell’Unesco, Irina Bukova, chiede di includere nelle missioni di pace dell’Onu anche la responsabilità di proteggere i beni culturali, in quanto «gli attacchi contro la cultura sono crimini dell’umanità».

Anche Matteo Renzi sostiene l’idea dei caschi blu della cultura definendola una grande proposta: «La cultura è innanzitutto la carta d’identità di un popolo ed è quello che salverà il nostro Paese».

Il 29 settembre, il presidente del Consiglio aveva presentato così il progetto italiano all'Onu: «L’iniziativa prevede la creazione di una unità nazionale specializzata — formata dai Carabinieri e da esperti civili — con l’obiettivo di preservare il patrimonio culturale, i suoi compiti saranno quelli di operare sia in situazioni di disastri naturali che di guerra con compiti sia di formazione che operativi per proteggere il patrimonio e dare consigli ai governi locali».

Per Dario Franceschini l’Italia si conferma come guida nella diplomazia culturale. Gli aspetti operativi della task-force internazionale devono ancora essere definiti e dovrà intervenire laddove il patrimonio dell’umanità è messo a rischio da catastrofi naturali o da attacchi terroristici.

Il 16 ottobre, si ha il Sì del Consiglio esecutivo dell’Unesco, l’organismo Onu che si occupa della cultura nel mondo, alla proposta di istituire meccanismi per l’uso dei «Caschi blu della cultura».

Quella che mesi fa, quando è stata proposta in Parlamento poteva sembrare un’idea utopica e irrealizzabile, finalmente prende forma: i Caschi blu della cultura stanno diventando realtà. L’Italia può essere il Paese guida e attraverso la tutela al patrimonio può dare il suo contributo specifico alla lotta al fondamentalismo e al terrorismo internazionale.

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