All’Auditorium Santa Chiara è soffiato il vento di Irene Grandi

All’Auditorium Santa Chiara è soffiato il vento di Irene Grandi

Irene Grandi anche quest'anno è partita per un lungo viaggio, attraverso l'Italia, fatto di concerti ed emozioni. E domenica 24 ha fatto tappa all’Auditorium Santa Chiara di Trento per la rassegna “Musica d’autore”. La sua nuova avventura nel 2015 è iniziata a Sanremo. Il brano con cui si è presentata in gara è una lenta ballata che racconta con delicatezza il risorgere di una figura femminile, la storia di una donna che in età matura si lascia alle spalle un capitolo importante della vita. "Un vento senza nome" parla in musica delle rivoluzioni interiori che si affrontano lungo il cammino della vita, a ogni età e a ogni costo. Irene Grandi con questa canzona mostra dunque come sia possibile voltare pagina, andare avanti dando un taglio netto al passato. Questo è il motto dell’artista toscana.

Quella all’Auditorium Santa Chiara è stata la penultima data del tour “Un vento senza nome”, che la stessa Irene ha voluto nei teatri per trovare quell’intimità e quella magia che solo la dimensione-teatro sa dare. Lo spettacolo che propone è costruito come un filo teso tra questi due mood, un crescendo in cui, passando dai pezzi nuovi ai vecchi successi, le atmosfere si spostano da momenti più intimisti e acustici ad una grande energia rock; un crescendo sottolineato dal progressivo aggiungersi degli strumenti.

All’inizio dello spettacolo, un Auditorium non molto pieno, ma comunque carico di energia, si è scatenato in applausi. Irene Grandi inizia cantando i nuovi brani del disco uscito poco dopo Sanremo. “Brani sottovoce”, canzoni che ti cullano e che ti fanno pensare. Terminata questa prima parte proprio con la canzone di Sanremo “Un vento senza nome”, Irene ringrazia per il caloroso applauso, sottolineando che nel corso del tour si siano resi conto di come questa canzone sia arrivata al cuore delle persone e di come gli applausi che di solito la seguono vengano appunto dal cuore, e non siano solo uno «scatenarsi di adrenalina da concerto».

Si spengono le luci. Cambio d’abito. Irene ci presenta una novità nel panorama della sua musica. Sale sul palco con i Pastis. Due fratelli che si sono uniti per interpretare la vita quotidiana attraverso opere di video-arte musicale. Insieme ci presentano “Sono ali, Sono ali” e “Roba bella”. In contemporanea, alle loro spalle vengono mostrati dei video: nel primo, viene mostrata Irene mentre prova “Sono ali, Sono ali”; il secondo, invece, è costruito con le voci della strada e del mercato. Irene interagisce con i visuals, sviluppando con la sua voce i vari spunti che i video suggeriscono.

E poi... si torna al passato. Irene si scatena cantando le vecchie canzoni rock ed anche il pubblico, prima cullato ed attento, si infiamma con lei. L’Auditorium esplode con “La tua ragazza sempre” e “Bum Bum”, cantate da tutti a squarciagola. Chiude poi questo concerto a Trento riprendendo il significato del nuovo album, sempre con un vecchio successo: “Lasciala andare”.

 

(di Claudia Bressan)

 

 

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