Astrazione oggettiva. Oltre la teoria il colore.

La mostra dal 13 febbraio al 17 maggio 2015 negli spazi della Galleria Civica di Trento

Astrazione oggettiva. Oltre la teoria il colore.

È stata inaugurata venerdì 13 febbraio 2015 la mostra "Astrazione oggettiva. Oltre la teoria il colore", negli spazi della Galleria Civica di Trento. Curata da Giovanna Nicoletti, l'esposizione, accompagnata da un ricco catalogo, si focalizza sulle produzioni di uno dei più importanti movimenti italiani degli anni settanta. Le opere esposte, allestite cercando di rispettarne l'ordine cronologico, sono circa un centinaio e si concentrano sui firmatari del movimento. Correva l'anno 1976 infatti quando gli artisti Mauro Cappelletti (Trento, 1948), Diego Mazzonelli (Terlago - TN, 1943 - Trento, 2014), Gianni Pellegrini (Riva del Garda - TN, 1953), Aldo Schmid (Trento, 1935 – Monzuno - BO, 1978), Luigi Senesi (Pergine - TN, 1938 - Bologna, 1978) e Giuseppe Wenter Marini (Merano - BZ, 1944) sottoscrissero il Manifesto di Astrazione oggettiva dando vita al maggiore movimento artistico trentino del secondo dopoguerra. Il percorso espositivo è costituito da tele che "dipingono sè stesse" in quanto non imitazione della natura ma altresì momenti di ricomposizione di una pittura che fa analisi di sé stessa. Ogni opera restituisce un milieu variegato di ricerche artistiche autonome ma anche di creatività stimolata da fruttuosi scambi fra gli artisti, frequenti e sintetizzati anche grazie all'apporto filosofico di Mazzonelli che seppe raccordare fra loro queste voci eterogenee. È una mostra che va vista cogliendo le vibrazioni che le tele trasmettono, lasciandosi guidare dagli scambi relazionali che le stesse attivano. C'è tanto colore nelle sale espositive e ad esempio nelle tele di Schmid i pigmenti si fanno spirito e non solo materia per colmare lo spazio. Per Senesi invece è proprio dallo spazio che parte lo studio sul colore così che il primo ha lo stesso peso nell'opera del secondo. Dipinti quelli di Senesi in cui la tela viene lasciata ai bordi in tutta la sua "nudità materica", elemento grezzo sul quale via via viene introdotto un colore di seguito all'altro, in un crescendo vibrante e coloristico, di contrapposizioni fra tinte primarie. Affascinante anche il dialogo tessuto tra i lavori di Mazzonelli, con il nero che è allo stesso tempo negazione e somma di tutti i colori, e quelli di Cappelletti, nei quali la pittura pulsa e lascia emergere una forza tridimensionale superba. Le tele di Cappelletti si snodano anche nel piano inferiore della galleria per incontrare quelle di Pellegrini, stavolta in un dialogo meditativo. È una mostra che evidenzia una pittura vicina al grado zero ma diversa da quella americana del suo tempo. Gli artisti di Astrazione oggettiva hanno guardato alle novità del loro tempo - anche grazie all'attività della Galleria L'Argentario di Ines Fedrizzi che portava a Trento quanto c'era di nuovo nel panorama artistico italiano e internazionale - ma non abbandonarono mai le loro radici e il legame con la tradizione. Così nell'opera di Pellegrini è possibile trovare traccia, in quei grigi opalescenti, della migliore pittura di Morandi anziché del formalismo americano.
La mostra "Astrazione oggettiva. Oltre la teoria il colore" rimarrà aperta fino al 17 maggio 2015. Per info: www.mart.trento.it email: civica@mart.tn.it

(di Alessandra Benacchio)

 

 

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