Moravia-Valle di Ledro: l’archeologia diventa un ponte tra territori

Più di 800 chilometri separano la Valle di Ledro da Olomouc, in Moravia. Eppure tra i due territori esiste un legame che attraversa la storia, dalla Prima guerra mondiale fino a un passato ancora più lontano. È anche da qui che nasce la nuova collaborazione tra il Museo delle Palafitte del Lago di Ledro e l’Archaeological Centre Olomouc (ACO), avviata nell’ambito di un programma Erasmus+ dedicato allo scambio di buone pratiche nella ricerca e nella divulgazione archeologica.

A fare visita al museo ledrense nell’agosto 2026 è stata una delegazione del centro moravo, guidata dal direttore Jaroslav Peška e composta dalle archeologhe Eva Pospíšilová e Kristina Majorošová e dalla project manager Nikola Jandová. La delegazione ha conosciuto il patrimonio archeologico e le attività di ricerca e divulgazione del museo, partecipando anche a iniziative come Visita XL e la Merenda Preistorica. Il programma ha offerto anche l’occasione per approfondire la storia che unisce Ledro alla Moravia e alla Boemia, con una visita al colle di Santo Stefano di Bezzecca e incontri con le associazioni che ancora oggi mantengono vivo questo rapporto.

Il legame risale infatti alla Prima guerra mondiale, quando gli abitanti della Valle di Ledro furono costretti all’esodo verso Moravia e Boemia. Una vicenda che ha lasciato tracce nella cultura locale: dal gnocco boemo alla polenta di patate, dalla toponomastica alla tradizione di piantare un albero di prugne in ciascun paese della valle. A custodire questa memoria sono anche l’Associazione Culturale Amici della Boemia e della Moravia di Ledro e, in Repubblica Ceca, l’Associazione di amicizia italo-ceca.

Ma il rapporto tra i due territori potrebbe essere ancora più antico. Ledro e Moravia condividono infatti ritrovamenti archeologici riconducibili alla metallurgia dell’età del Bronzo, tra cui pugnali in bronzo e spilloni molto simili, in alcuni casi identici. Sono oggetti che raccontano di una circolazione che non riguardava soltanto i manufatti: insieme alle merci viaggiavano probabilmente tecniche, conoscenze, idee e culture.

Proprio la metallurgia, particolarmente significativa nel patrimonio archeologico di Ledro, potrebbe diventare uno degli ambiti di ricerca della nuova collaborazione. L’Archaeological Centre Olomouc si occupa principalmente di scavi d’emergenza nella Moravia centrale e nella Boemia centrale e orientale: il confronto con il museo trentino potrà quindi mettere in relazione competenze e prospettive diverse.

L’iniziativa si inserisce nella strategia di internazionalizzazione del MUSE, uno dei cinque pilastri del nuovo piano strategico. «Il museo può diventare un catalizzatore di persone e realtà che “portano il mondo” nelle valli del Trentino», spiega Alessandro Fedrigotti, responsabile del Museo delle Palafitte del Lago di Ledro, sottolineando come ricerca scientifica e relazioni tra comunità possano procedere insieme.

In questa direzione si muove anche la partecipazione del museo al programma UNESCO World Heritage Volunteers, giunto nel 2026 al terzo anno. Il progetto Pile dwellers for ten days coinvolge il Museo delle Palafitte di Ledro, il Museo Archeologico della Valle Sabbia e il sito di Lucone di Polpenazze, insieme al Museo delle Palafitte di Fiavé e al Parco Archeo Natura e alla Soprintendenza per i Beni e le Attività culturali della Provincia di Trento.

Nel 2026 dieci volontari provenienti da diversi Paesi hanno partecipato alle attività: dopo alcuni giorni di scavo a Lucone di Polpenazze, in Valle Sabbia, si sono spostati a Ledro, dove hanno scoperto come ricerca, tutela e divulgazione contribuiscano a raccontare il patrimonio delle Palafitte dell’Arco Alpino, riconosciuto dall’UNESCO. Un altro modo, contemporaneo, per far viaggiare la conoscenza tra territori.