Prosegue la Stagione del Teatro Sociale programmata dal Centro Servizi Culturali S. Chiara di Trento, che per il quinto spettacolo in cartellone, nella cornice del Teatro Sociale, proporrà un volto noto e amato dal pubblico come Natalino Balasso, che dall’11 al 14 dicembre sarà in scena con il suo nuovo lavoro dal titolo Giovanna dei disoccupati. Un apocrifo brechtiano, per la regia di Andrea Collavino. Sul palco, oltre a Balasso, ci saranno Marta Cortellazzo Wiel, Roberta Lanave e Graziano Sirressi.
In questo lavoro l’irriverente Natalino Balasso presenta una drammaturgia originale in cui ritroviamo le vicende di Mauler, dei suoi sottoposti, di Cridle, di Slift, della terribile Graham e di Giovanna Dark, ma anche di Puntila e del suo servo Matti, uscite dalla penna di Bertolt Brecht con Santa Giovanna dei Macelli, ma inserite in un contesto grottescamente moderno.
Un apocrifo della Giovanna dei macelli, e non solo, che Balasso immagina come “un falso scritto sotto dettatura”. «In questa nostra Giovanna dei disoccupati abbiamo fatto agire i personaggi immaginati da Brecht in nuovi àmbiti e con nuove parole ma nuovamente immersi nel terreno della dominanza e della sudditanza. – spiega lo stesso Natalino Balasso – L’algoritmo può sembrarci meno cattivo, ma alla fine dei fatti risulta perfido e crudele come un padrone in carne e ossa. Le multinazionali non hanno padroni e continuano a prevaricare, ferire e colpire i più deboli, in tutti i paesi. Le merci viaggiano più liberamente degli umani e l’istigazione al consumo dà l’idea di una liturgia utile a tutti tranne che a noi. La povertà e la fame sono drammaticamente reali. Il rito economico che spinge chi consuma a consumare di più e chi patisce a patire di più è sempre più celebrato.
E poi ci sono le persone: milioni di singoli sempre più isolati, sempre più oppressi dal mondo commerciale-pubblicitario-social che sta portando a termine il lavoro di massacro delle comunità. Nell’empireo delle monadi emerge il superuomo economico, senza un pensiero vero, senza eccellenze intellettuali, senza profondità artistiche, semplicemente una perfetta macchina da soldi. Vedremo le vicende di Pierpont Mauler, dei suoi sottoposti, di Cridle, di Slift, della più grande lobbista del momento: la terribile Graham; un mondo di magnati al quale si oppone Giovanna Darko, con la sua comunità social-socialista. Ma una comunità online è veramente una comunità? Non è di nuovo una moltitudine di monadi che si raccontano il sogno della tribù? Questo, forse, è il vero dramma.
Con tutta l’umiltà del caso presentiamo a voi questo apocrifo di Bertolt Brecht, – conclude Balasso – immaginando di averlo scritto sotto dettatura. Questo è possibile solo con l’aiuto dell’arte immutabile del teatro che, mentre ci diverte, come diceva Gramsci, tenta di gettare bombe nei cervelli»
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