La Direttiva Bolkestein non si applicherà alle piccole derivazioni idroelettriche con potenza uguale o inferiore a 3.000 kW. A stabilirlo è la Corte di giustizia dell’Unione europea, con la sentenza pubblicata il 3 settembre, che fa chiarezza sul regime delle concessioni e mette fine a un lungo periodo di incertezza per le amministrazioni locali.
Secondo la Corte, gli impianti che hanno come unica attività, o comunque come attività principale, la produzione di energia elettrica non rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva relativa ai servizi nel mercato interno. La pronuncia riguarda in particolare le piccole derivazioni idroelettriche.
Il Consorzio BIM Adige Trento accoglie la decisione come un elemento di maggiore certezza per i Comuni titolari delle concessioni. «La pronuncia – sottolinea il presidente Michele Bontempelli – muove da un assunto molto importante, ovvero dal riconoscimento dell’energia come un “bene”, una merce e non come un servizio».
Per il BIM Adige Trento, acqua ed energia rappresentano infatti rispettivamente l’input e l’output di un processo produttivo che ha un ruolo rilevante per i territori, anche perché i proventi della produzione idroelettrica contribuiscono ai bilanci comunali e, di conseguenza, al sostegno dei servizi rivolti ai cittadini.
La sentenza viene quindi considerata un passaggio importante per restituire maggiore stabilità al futuro delle concessioni dei Comuni, dopo anni di dubbi e preoccupazioni sul possibile assoggettamento alla Direttiva Bolkestein.