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Intervista a Kevin Ianeselli

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"Ara·m platz, Giraut de Borneill” è una tenzone provenzale del millecento, scritta dal poeta Rimbaut D'Aurenga, “Ara·m platz, Giraut de Borneil” è uno dei primi dissing in volgare della storia della cultura occidentale. Argomento della contesa trobadorica? Le views: è più importante valutare la propria poesia in base alla sua notorietà o in base alla qualità dello stile, raffinato, e al contenuto, denso? Rivolgersi al popolo tutto o a pochi eletti? E' una querelle, questa, che accompagna la Storia dell'Arte e della sua ricezione da sempre, evidentemente, come se lo stesso sentire si reincarnasse nel corso dei secoli in cuori, ospiti, di persone diverse, ma sempre uguali. Kurt Cobain credeva nella reicarnazione e nel giorno della sua morte, tra i monti trentini, nasce Kevin Ianeselli.

<<Avevo una pagina Facebook anni fa – racconta – che raccoglieva tutti i miei lavori artistici. Sono arrivato ad avere fino a 4.000 like, ma ad un tratto ho capito che non stavo più facendo quello che volevo io e che amo davvero.>> Perchè sì, dietro ad ogni pagina c'è sempre un essere umano, che la reclamizza, che la cura, che ne verifica le statistiche, ma quando i calcoli travalicano gli intenti di partenza, come si fa? <<L'ho cancellata. Basta. Poi per amore del mio collettivo artistico, i Clochart, ho deciso di trovare un compromesso e così è nata Kvn Artworks, reincarnazione della pagina precedente ma con una prerogativa in più: creo solo quello che mi va, per il gusto di farlo.>> L'art pour l'art?

 

Un inno al vivi e lascia vivere quello del figlio d'arte e vivo d'arte Kevin. Kvn è il suo pseudonimo – senhal, in provenzale: una questione di forma e di specchi, di vocali e consonanti. Tollera addirittura le battute sui vegani il vegano Kevin, ma nella sua placidità illuminata c'è una rosa di nomi intoccabili: Picasso a trionfare nell'empireo, subito sotto la schiera composta da Haring, Basquiat (che si tatuerà), Frida Kahlo e Lombroso, alcuni dei suoi numi tutelari.

Tanto sincero quanto riservato, Kvn lo trovate sul web e Kevin – se avete fortuna – in Valsugana o a Brescia, dove frequenta il LABA: in tutte queste dimensioni lui, poliedrico e poliartista, indaga la resa del 3d sul 2d nel 3.0. L'eterna lotta di immanenza e trascendenza: rendere un attimo, una canzone, una sensazione, in uno spazio che è un colore, un tratto, un segno sulla carta (anche quella digitale) ma che solo quello non è. Riga dopo riga, pagina dopo pagina. E ci vuole coraggio, quasi lucida incoscienza, a farlo quando ad aspettarti non c'è – ad oggi, crossing fingers - alcuna ricompensa, se non quella dell'onestà intellettuale, artistica, umana, con cui la tua coscienza ti può addormentare sereno la notte. E sereno questo artista lo è, quando dice di Dio, che <<se c'è e non gli abbiamo creduto, beh, ci perdonerà.>>

 

Are you in love with the Zeitgeist, volete sapere chi ha prevalso tra Raimbaut e Giraut, vi sentite la reincarnazione di Lady Oscar? Se ne sta dibattendo ancora qui, mille anni dopo e probabilmente per mille anni ancora: https://www.facebook.com/KVNKVNKVN

 

Lucia Gambuzzi

 

“In fondo, infatti, la creatività è una parente prossima della pazzia , e forse il membro più presentabile della famiglia Genio e Sregolatezza.”

(da Il giro del mondo in 80 pensieri di Piergiorgio Odifreddi)

 

 

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