Negli ultimi vent’anni la crescita occupazionale in Alto Adige è dipesa in larga parte da lavoratori provenienti dal resto d’Italia e dall’estero. È quanto emerge dall’ultima edizione di Mercato del lavoro news, secondo cui solo circa un quinto dell’aumento dell’occupazione dalla fine degli anni Novanta è attribuibile a persone nate in provincia. Se nel 1998 l’80% dei lavoratori era altoatesino, oggi la quota è scesa al 60%.
La presenza di manodopera straniera risulta decisiva in settori come agricoltura, turismo stagionale, edilizia, manifatturiero, ma anche in ambiti pubblici come istruzione e sanità. L’analisi evidenzia la necessità di politiche attive per attrarre lavoratori qualificati e favorire la partecipazione di chi già risiede sul territorio, in un contesto segnato da carenza di personale e mobilità in uscita.