È arrivato a piedi fino ai 2.491 metri della Bocca di Brenta il pubblico che oggi ha partecipato all’inaugurazione del rinnovato Rifugio SAT Tosa–Tomaso Pedrotti. La struttura, riaperta lo scorso 20 giugno dopo due anni di lavori, si prepara a concludere la prima stagione con un nuovo assetto, ma senza perdere l’identità di storico presidio della montagna.
Il complesso affonda le proprie radici nel 1881, quando venne inaugurato il piccolo Rifugio Tosa, prima struttura costruita dalla SAT. Il successivo Pedrotti, dedicato nel 1921, è stato ampliato e modificato più volte nel corso del Novecento. Il nuovo intervento, nato da un concorso di progettazione bandito nel 2022 e al quale hanno partecipato 61 gruppi, ha puntato sull’adeguamento della struttura alle esigenze attuali senza trasformarla in un albergo d’alta quota.
Sono state conservate le murature storiche in pietra, mentre l’ultimo piano è stato ricostruito con una struttura più leggera in legno. Il grande tetto rosso, pensato come un “faro di montagna”, rende il rifugio riconoscibile anche da lontano e ospita un impianto fotovoltaico da 20 kW con sistema di accumulo. Particolare attenzione è stata dedicata anche all’acqua: oltre alla raccolta della pioggia, vengono recuperate e riutilizzate le acque grigie di lavabi e docce. Su circa 8 metri cubi di consumo giornaliero, il gestore Franco Nicolini riferisce di riuscire a recuperarne circa 2.
Un intervento complesso, realizzato senza accesso carrabile e con il trasporto di materiali e attrezzature affidato in gran parte all’elicottero. Il risultato, sottolinea la SAT, è un rifugio più efficiente e funzionale, ma ancora riconoscibile come luogo di accoglienza per escursionisti e alpinisti nel cuore delle Dolomiti di Brenta.