Anche quest’anno il Trento Film Festival ha deciso di affiancare alle tradizionali sezioni un programma speciale e, dopo il focus sul Western di montagna dell’edizione 2025, in questa rassegna il Festival riporterà sul grande schermo tre storiche pellicole in omaggio a due fondamentali personaggi del cinema internazionale, recentemente scomparsi: Claudia Cardinale e Robert Redford.
La grande attrice italiana, che ha lavorato con registi come Visconti, Fellini, Leone, Monicelli, sarà ricordata con la proiezione di un film ambientato sulle nevi di Cortina d’Ampezzo: La pantera rosa (The Pink Panther) di Blake Edwards (Usa, 1964, 113’).
Nel primo film della celebre serie, con l’indimenticabile colonna sonora di Henry Mancini, la venticinquenne Claudia Cardinale entra in scena, in abiti firmati Yves Saint Laurent, nei panni della principessa Dala, che ha ricevuto in dono dal padre il più grande diamante del mondo, The Pink Panther.
All’ombra delle Tofane, l’impacciato Ispettore Clouseau, interpretato da Peter Sellers, ospite come la
principessa all’Hotel Cristallo, dà la caccia al ladro gentiluomo che vuole appropriarsi del prezioso gioiello.
Al grande Robert Redford, attore, regista visionario e cuore pulsante del cinema indipendente americano, protagonista come narratore di diverse pellicole proposte negli anni al Trento Film Festival, saranno dedicate due proiezioni.
Immancabile L’uomo che sussurrava ai cavalli (The Horse Whisperer), di e con Robert Redford (Usa, 1998, 170’), ambientato tra i boschi e le montagne del Montana e tratto dal romanzo omonimo di Nicholas Evans.
Ambientalista convinto, fondatore del Sundance Institute, amante della natura e profondamente legato ai cavalli, in questo film Redford mette in scena la sua visione del mondo e i suoi tratti più personali.
La seconda proiezione sarà dedicata invece a Il cavaliere elettrico (The Electric Horseman) di Sydney Pollack (Usa, 1979, 120’), nel quale Robert Redford recita al fianco di Jane Fonda: un cowboy e il suo destriero fuggono dalla città, dall’immagine che devono recitare, da una società dello spettacolo e dei consumi che ha rubato loro l’identità, verso un’America.