Negli spazi della Galleria Civica di Trento il Mart presenta un progetto dedicato alla produzione culturale trentina degli anni Ottanta, tra arte, architettura e design.
Da Ettore Sottsass jr. a Umberto Postal, da Gian Leo Salvotti de Bindis a Elena Fia Fozzer, i lavori di una pluralità di autori e autrici restituiscono la complessità di un contesto in piena trasformazione.
Premessa
Attraverso l’attività della Galleria Civica il Mart rinsalda, mostra dopo mostra, il rapporto con il Trentino e con le pratiche culturali del territorio. Dopo le mostre tematiche Allegoria della felicità pubblica (2024) e Intelligenze emotive (2025) e il recente intervento di riqualificazione del sottopasso pedonale di via Canestrini realizzato in collaborazione con il Comune di Trento nell’ambito della personale dedicata a Esther Stocker, il museo presenta Hit List 80.
Per l’occasione i curatori Margherita de Pilati e Gabriele Lorenzoni si sono avvalsi del contributo eccezionale di Campomarzio, collettivo di architetti collocato a Trento e attivo a livello nazionale e internazionale.
La mostra è realizzata con il contributo scientifico di:
- Archivio di Deposito del Comune di Trento, Atlante dell’architettura trentina 1900-2009
- Citrac – Circolo trentino per l’architettura contemporanea
- Fondazione Museo Storico del Trentino.
La mostra Hit List 80
Prosecuzione ideale della mostra Almanacco 70, dedicata agli esiti artistici e architettonici della Trento degli anni Settanta (2017, stesso team curatoriale), Hit List 80 si concentra sulle spinte culturali, urbanistiche e sociali che hanno animato la città nel decennio complesso e multiforme degli anni Ottanta.
Tra opere d’arte, oggetti di design e progetti architettonici, il percorso espositivo è un invito a ragionare sulle ambiguità di un’epoca in cui ogni affermazione sembra custodire, in filigrana, le sfumature del proprio contrario.
Fra massima espansione della Guerra Fredda e collasso dell’Unione Sovietica, in questi anni si delineano alcune delle questioni più urgenti del mondo attuale, dalla sostenibilità alla sicurezza alimentare, dal debito pubblico al turismo di massa.
Analizzati oggi, a quarant’anni di distanza, arte, architettura e design raccontano infatti un periodo ricco di contraddizioni, caratterizzato da un dialogo transdisciplinare vivace e produttivo, all’alba dell’era digitale.
Nel panorama degli anni Ottanta si assiste a una ridefinizione profonda del rapporto tra immagine, oggetto e spazio, in un clima segnato dal superamento sia delle pratiche concettuali sia di quelle analitiche e dalla crisi delle grandi narrazioni ideologiche che avevano caratterizzato i decenni precedenti.
In architettura l’esplosione del modello speculativo in alcuni casi convive con la coda lunga delle istanze utopico-sociali tipiche degli anni Settanta. Parallelamente, l’arte internazionale ritrova quello slancio commerciale che i decenni di impegno concettuale avevano attenuato, anche grazie al ritorno alla figurazione.
Inevitabilmente i fenomeni di portata globale hanno forti ripercussioni anche sul Trentino e portano, tra le altre cose, alla nascita dell’attuale sistema dell’arte contemporanea. Fuori dalle capitali e dalle metropoli, da Bilbao a Torino, passando per Prato, gli anni Ottanta segnano la fondazione o la definitiva affermazione di numerose istituzioni dedicate al presente.
A Trento dal 1981 è attivo presso Palazzo delle Albere uno spazio dedicato all’arte moderna e contemporanea che nel corso del decennio si struttura fino ad assumere, nel 1987, l’attuale forma istituzionale: quella del Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.
Parallelamente, a partire dal 1989 si sviluppano anche le attività della Galleria Civica, dapprima in maniera errante e in seguito negli spazi di via Belenzani.
In mostra queste istanze sono raccontate attraverso l’allestimento della cartella di serigrafie prodotte in occasione della mostra Il Museo e la sua immagine (Palazzo delle Albere, 1982).
Tra i vari cambiamenti che attraversano il capoluogo trentino, trova centralità quel modello di sviluppo basato sul turismo, sui servizi e sul terziario che favorisce la nascita di infrastrutture capaci di servire una popolazione sempre più benestante: centri commerciali e luoghi di svago; villette a schiera per famiglie che, nella comunità, trovano un nuovo significato dell’aggregazione (e spesso nella forma dell’omologazione); spazi progettati per accogliere la crescente fila di impiegati e funzionari necessari a concretizzare decisioni che, da politiche, diventano progressivamente manageriali.
Gli anni Ottanta ereditano e al tempo stesso costruiscono eredità per i giorni a venire: l’espansione urbana che si genera sulle colline cittadine pone interrogativi riguardanti la mobilità e consumo di suolo e i centri commerciali si consolidano come modello di sviluppo perfino nei centri storici.
Nell’intenzione dei curatori Hit List 80 propone un’analisi sugli anni Ottanta non come oggetto di nostalgia, ma come esercizio e laboratorio critico, capace di anticipare una complessità destinata a divenire dominante nei decenni successivi.
Informazioni utili per visitare la mostra
- Galleria CIVICA Trento e ADAC via Belenzani 44, 38122 Trento
- La Galleria Civica è aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18
- Il biglietto costa 2 €
- Gratuito con la Mart Membership e bambini fino a 14 anni
- Per maggiori informazioni www.mart.trento.it