Giovani e democrazia al Festival dell’Economia: “Non è disinteresse, cambiano le forme della partecipazione”

Non è mancanza di interesse per la politica, ma trasformazione dei modi in cui si partecipa e ci si informa. È questo uno dei punti emersi al Festival dell’Economia di Trento nel panel “Oltre l’astensionismo: la speranza dei giovani alla prova della democrazia”, dedicato al rapporto tra nuove generazioni e istituzioni democratiche.

Al dibattito hanno partecipato Antonio Campati (Università Cattolica del Sacro Cuore), la sindaca di Firenze Sara Funaro, Andrea Scavo (Ipsos-Doxa Public Affairs), il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini, la vicepresidente Mariachiara Franzoia e Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto.

Secondo i relatori, l’astensionismo non può essere letto solo come disaffezione. “L’interesse per la politica non è basso, ma cambiano le modalità di informazione e partecipazione”, ha spiegato Andrea Scavo, richiamando il peso di fattori economici e sociali nelle scelte elettorali.

Sullo stesso tema Antonio Campati ha evidenziato il ruolo crescente dei social media: molti giovani si informano attraverso creator e influencer, che in parte sostituiscono i canali tradizionali, con il rischio di una maggiore semplificazione del dibattito pubblico ma anche con nuove forme di coinvolgimento.

Per Sara Funaro, i giovani non sono assenti dalla vita pubblica, ma si muovono fuori dai canali politici tradizionali: “Dobbiamo ascoltare le loro richieste e tradurle in risposte concrete”, ha affermato, sottolineando la necessità di strumenti più accessibili e digitali.

In chiusura, Alberto Stefani ha richiamato la sfida principale della politica contemporanea: la capacità di pensare e progettare sul lungo periodo. Un confronto che invita a leggere la partecipazione giovanile oltre gli stereotipi, riconoscendone la complessità e le nuove forme.