Il Ferragosto dello studente universitario

Il Ferragosto dello studente universitario

di Giulia Nicoletti

Ferragosto, che gran periodo.

Soprattutto per lo studente universitario.

Chi ha già superato tutti gli esami che aveva in programma è in totale rilassatezza. Potenzialmente potrebbe andare in vacanza, peccato che per le tasche dello studente medio agosto sia assolutamente improponibile; l’unica soluzione è fare affidamento sui compagni di corso e sui coinquilini del sud, notoriamente accoglienti, che sono disposti ad aprire le proprie porte di casa ad un notevole numero di amici del nord. Il suddetto studente, quindi, coglie la palla al balzo, e per giorni e giorni si fa bello sui social, postando un’infinità di instagram stories che indurrebbero chiunque a togliere il follow.

Chi non ha le giuste conoscenze di solito si butta sui campeggi estivi, e per almeno una settimana si cimenta nell’animazione di bambini e adolescenti che richiedono energia e pazienza a volontà. Oltre a una lunga serie di notti insonni, generalmente si riporta a casa una certa quantità di zecche, una valigia piena di vestiti così sporchi che sarebbe meglio buttarli e, se va bene, il numero di telefono di qualche altra animatrice o animatore da utilizzare in caso di evenienza.

Poi c’è lo studente che d’estate va a fare la stagione da qualche parte. Che sia in un albergo, in un ristorante o in rifugio, poco importa: la paga di solito è onesta, ma la realtà è che a Ferragosto sgobba mentre le persone che ha intorno gli ricordano che loro sono in vacanza e lui no. Il lato positivo è che il gran numero di persone al quale deve costantemente rispondere con cortesia gli assicura un posto in paradiso e che di solito, a turno finito, riesce a scroccare qualcosa al banco per dimenticarsi della giornata appena trascorsa.

L’ultima spiaggia è andare in vacanza con i propri genitori. Non serve neanche spiegare perché non sia una prospettiva particolarmente allettante, soprattutto per uno studente che vive a casa anche durante l’anno accademico, ma sta di fatto che gli standard delle ferie pagate da chi guadagna stabilmente da un pezzo sono sicuramente più alti di quelli che l’universitario medio si può concedere.

Dall’altra parte dello spettro c’è lo studente che a settembre deve dare degli esami. La spada di Damocle che gli pende sopra la testa lo spinge ad alzarsi dal letto ad un orario decente e a trascinarsi fino in biblioteca, per poi scoprire solo una volta arrivato davanti alla porta d’ingresso che la settimana di Ferragosto la BUC è chiusa, così come tutte le facoltà. La sensazione che si prova è la stessa di uno che viene preso a botte e che si trova poi a dover ripulire il sangue che ha versato in giro.

Ai piani alti, tutti sanno che una buona percentuale di universitari deve studiare anche ad agosto, ma per qualche astrusa ragione le esigenze degli studenti passano spesso in secondo piano; il fatto che le ferie siano sacrosante per tutti, anche per i dipendenti dell’università, è indubbio, ma la sostanza è che ci si sente sfrattati anche dalla propria facoltà.

Va da sé che quando si è in sessione, la movida che lo studente si concede si riduce drasticamente rispetto al periodo delle lezioni; non che Trento, a maggior ragione d’estate, offra una vita notturna particolarmente sostanziosa.

Com’è normale, ad agosto la città si svuota: i locali chiudono per ferie e quelli che rimangono aperti tendono a ridurre l’offerta, soprattutto in termini di intrattenimento. La soluzione più facile è buttarsi sulle sagre di paese e sui festival estivi, che generalmente, oltre ad offrire della buona musica, mettono a disposizione una grande quantità di birra e di alcolici vari a poco prezzo.

Noi di Sanbaradio ve ne proponiamo due che si svolgeranno a breve: il Zonzavilla festival di Villazzano, che si terrà il 30 e il 31 agosto, e il Zambasonica music festival di Zambana, sempre il 30 e 31 agosto; per quanto riguarda il primo, la line up non è ancora stata pubblicata, ma è certo che tra gli ospiti ci saranno i Rovere; il secondo, invece, dedicherà la prima giornata alla musica reggae, la seconda al rock.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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