Bitcoin: una startup trentina ne sviluppa i servizi

Bitcoin: una startup trentina ne sviluppa i servizi

di Lorenzo Toniolo

Ordinare una birra o fare compere prima di andare in negozio o al bar? È possibile.

Inbitcoin, il nome della startup trentina (Rovereto), costituita da 18 soci fondatori con diversi background: docenti universitari, programmatori, designer. Il loro focus? Il bitcoin, moneta digitale open-source fruibile via internet e accessibile attraverso il proprio smartphone.

Quali sono le potenzialità del bitcoin?
Potendo essere scambiata agilmente in tutto il mondo con le altre valute, e dal momento che non richiede grandi operazioni per l'acquisto o l'utilizzo, è molto accessibile per chi viaggia o fa il turista. Questo però può funzionare solo se ci sono enti che offrono i loro servizi in cambio di questa moneta virtuale e l'Italia, in questo campo, avrebbe grandi potenzialità grazie all'importanza che ha il turismo nel nostro Paese. 
Anche in Trentino Alto Adige ci si sta avvicinando verso questa realtà. 

L'idea di Inbitcoin è quella di continuare ad aggiornarsi, avendo team differenti che si occupano di vendita e di sviluppo.

Oltre alle birre o a semplici commissioni, Inbitcoin sta iniziando a promuovere un'idea ancora più innovativa: grazie ad un QR code posto a lato delle opere nei musei, se gli accorti con i partner andranno a buon fine, si potrà contribuire facendo donazioni volte al restauro di opere specifiche

Bitcoin è una valuta che ancora oggi ha delle controversie, ma come abbiamo visto le sue possibilità sono praticamente illimitate e applicabili in diversi ambiti con soluzioni che rendano più efficiente e pratica la vita quotidiana di un futuro non così lontano.  

 

In foto: Marco Amadori, socio di Inbitcoin
Video: What is bitcoin?

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