Ilpunto. sulle notizie della settimana

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Quattro morti e un numero imprecisato di feriti, è questo il tragico bilancio di una valanga staccatasi a oltre 3000 metri di quota questa mattina dal Monte Nevoso in Valle Aurina, in provincia di Bolzano. Le vittime sono tutti scialpinisti che stavano cercando di raggiungere la cima della montagna. I soccorsi, tuttora in atto, sono particolarmente difficoltosi a causa dell'altezza a cui ha avuto luogo l'incidente e per l'alta allerta valanghe.

Caos primarie PD a Napoli: dopo il primo ricorso, respinto, Antonio Bassolino, sconfitto per poco più di 400 voti, ne presenta un altro, mentre arriva anche quello della vincitrice Valeria Valente, con l’obiettivo di “verificare se iscritti del PD abbiano tenuto comportamenti lesivi dell’onorabilità del partito e degli stessi candidati". Dopo i video di fanpage.it, che mostravano diversi esponenti del Partito Democratico partenopeo nell’atto di dare soldi ad alcuni votanti che si presentavano ai gazebo, si è riaccesa la polemica a livello nazionale tra la sinistra dem e la maggioranza renziana, che mediante le parole del vicesegretario Guerini, ha difeso il risultato delle consultazioni. A Roma intanto prosegue lo scontro tra Berlusconi e Salvini su Guido Bertolaso, con il primo che ha indetto delle “gazebarie” per lanciare la candidatura dell’ex direttore della Protezione Civile.

Stallo nelle trattative tra Unione Europea e Turchia sulla redistribuzione dei profughi. Quando un accordo sembrava ormai trovato il primo ministro turco Davutoglu ha rilanciato, proponendo di accettare ogni futuro profugo e la ridistribuzione negli stati europei di ogni attuale profugo siriano presente sul territorio turco dietro un compenso da parte dell'UE di 3 miliardi di euro. La proposta, appoggiata dalla Germania ha però trovato il veto dell’Ungheria. Matteo Renzi ha ribadito anche la necessità di un provvedimento riguardante la libertà di stampa, sempre più limitata turco, senza il quale, ha detto, “non firmerà l’accordo”.

Mossa a sorpresa della Banca Centrale Europea, che ha tagliato il tasso principale di rifinanziamento e il tasso sui depositi bancari e ha aumentato di 20 miliardi i fondi mensili destinati all’acquisto di bond. Lo storico provvedimento, che si temeva sarebbe stato osteggiato dalla Bundesbank, è stato invece approvato a larghissima maggioranza, nonostante diverse Sparkasse tedesche lo abbiano definito come una nuova “dose di veleno”. I mercati hanno reagito nervosamente, con Piazza Affari che dopo essere schizzata ad addirittura +2% ha chiuso in negativo dello 0,5% e Francoforte che è affondata perdendo ben 2,3 punti percentuali.

Il professor Woelk dell’Università degli Studi di Trento, occupato all’estero per una missione del Consiglio d’Europa, ci ha detto poco fa che questa mossa di Draghi potrebbe rappresentare una preoccupazione in meno per l'Europa in questo momento di estrema incertezza. Non era possibile competere con i rialzati tassi degli Stati Uniti, oggi finalmente vediamo uno stimolo alla crescita dell'economia reale e non pura austerità e speculazione. Forse un cambio di rotta?

(n.p.)

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