Unioni Civili: un istituto diverso dal matrimonio, ma forse più giovane e leggero

L'intervista al prof. Alexander Schuster di unitn.

Unioni Civili: un istituto diverso dal matrimonio, ma forse più giovane e leggero

di Nicola Pifferi

Cosa comporta il DDL Cirinnà e quali sono le differenze che ne conseguono tra le Unioni Civili e il Matrimonio?

Il primo elemento chiave è quello per cui le Unioni Civili non sono il Matrimonio, non rappresentano l'estensione del diritto fondamentale a potersi sposare: è un istituto che ha una denominazione diversa e quindi questo è già molto discriminatorio, o comunque stabilisce una differenza a livello simbolico-terminologico. Se andiamo a vedere il contenuto, i diritti sono praticamente gli stessi, così come i doveri; vi è una sostanziale coincidenza tra i due istituti. Diciamo che, nella versione che è stata approvata giovedì, quello che noi vediamo sono delle piccole differenze per quanto riguarda la coppia ovvero una procedura molto rapida e agevole di scioglimento, perché si ritiene che una coppia debba anche essere libera di porre termine alla propria relazione. Non vi è il dovere "coniugale" alla fedeltà, così come vi è un'altra differenza significativa per un isitiuto più moderno, ovvero la possibilità di scegliere un cognome comune.

Come l'adozione del figlio del partner, è stato stralciato dal DDL anche l'obbligo di fedeltà. Cosa comporta questa modifica?

Detto che è un istituto che si distanzia dal matrimonio, qualcuno può volere vedere in questo come un modo per dire "voi siete diversi da", anche se a volte l'essere diversi non è una discriminazione o qualcosa di negativo. Buona parte dell'Italia ha lavorato per decenni per cercare di riformare l'istituto della separazione e quello del divorzio, proprio per consentire a una coppia di porre termine in maniera relativamente rapida al proprio rapporto, per stabilirne e sancirne altri. Su questo l'istituto, che è profondamente diverso dal matrimonio, appare molto più moderno.
Sulla questione della fedeltà si possono fare una serie di ragionamenti, anche andare a studiare la psiche di chi ha concepito questa differenza, anche se è anche vero che la fedeltà appare come qualcosa di molto tradizionale e quindi, francamente, molte persone possono anche essere contente che questo istituto non preveda l'obbligo della fedeltà. Di fatto, secondo molte coppie, non è tanto la fedeltà ad essere importante, ma la lealtà. Soprattutto la fedeltà sarebbe stata necessaria se si avrebbe voluto stabilire l'esistenza di figli legittimi, con la presunzione di paternità. Per fortuna oggi i figli legittimi non esistono più e si ha semplicemente figli, per cui le modalità di procreazione non sono più soltanto la copula carnale, ma ce ne sono tante. Poi chiaramente qualcuno l'avrà fatto con malanimo per dire "voi non meritate la fedeltà", però per molti, francamente, il tutto risulta molto più giovane, molto più fresco, molto più moderno.

Molti hanno definito il DDL Cirinnà come "il minimo sindacale". È veramente così? Come si procederà nei prossimi anni per quanto riguarda i diritti della comunità LGBT?

Per motli, anche componenti del Governo, il vero traguardo è quello di riconoscere pari dignità alle relazioni affettive, all'amore, tra due uomini, piuttosto che tra due donne, quindi di riformare il matrimonio come hanno fatto, in realtà, tutti gli Stati occidentali dell'Europa, ad esclusione sola di Austria, Svizzera e Germania; tutti gli altri Paesi hanno abbracciato una visione per cui, se c'è un amore geuino tra due persone, questo non può che trovare spazio all'interno del matrimonio. Il matrimonio deve essere tenuto in vita, tenendolo al passo con i tempi, ovviamente un matrimonio che dovesse rimanere quello di duemila anni fa, rischierebbe forse di rimanere fuori dai giochi, di diventare un istituto residuale perché ormai la realtà delle convivenze, delle unioni civili, dei diversi affetti, sta fuori dal veccho matrimonio.
Come si arriverà a questo dipenderà molto da come la società italiana riuscirà a capire che, se si fa questo passo già fatto da quindici anni, ad esempio, nei Paesi Bassi, non ci troveremo in una situazione di "apocalisse", ma semplicemente si consentirà ad altri cittadini di stare meglio, non sentirsi discriminati e potere coltivare i proprio sentimenti con la stessa dignità e gli stessi diritti e doveri di altre coppie.

L'intervista è andata in onda, in diretta, nella quarta puntata de il punto. di Burro d'Arachidi.


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