#ècolpadelgender

#ècolpadelgender

Facebook, il canale di comunicazione più virale e in cui si è letta ogni possibile teoria e bufala sulla cosiddetta “ideologia gender”, è animato in queste ore da una campagna di sensibilizzazione e coinvolgimento che mira a chiarire alcuni aspetti sulla questione e, soprattutto, a mostrare come i preconcetti sociali attribuiti ai sessi non combacino con la realtà odierna. Una realtà in cui donne e uomini abbracciano le attività che prediligono, al di là di ciò il passato ha trasmesso come corretto/consono/abituale e, in certi casi, obbligatorio. 

Accompagnate dall'hashtag #ècolpadelgender sulle bacheche della rete stanno comparendo uomini che stirano, stendono, cucinano, coccolano i loro figli e donne che lavorano, che piantano chiodi, che aggiustano lavandini, che guidano camion.

Facciamo un passo indietro. La polemica targata “ideologia gender” è esplosa in relazione ai percorsi promossi anche in Trentino nell'ambito della legge “La buona scuola”, dedicati al tema delle pari opportunità.

Documentandosi un po' e leggendo i programmi dei corsi si scopre che...

  • Percorsi sul tema delle differenze di genere ci sono in Trentino fin dal 2007 (coordinati da Iprase, in collaborazione con Commissione Pari Opportunità, Regione, Centro Studi Interdisciplinari di Genere dell'Università di Trento, Assessorati provinciali all'istruzione e alle pari opportunità provinciali). Dal 2014 sono coordinati dall'Assessorato alle pari opportunità.

  • Il progetto si occupa di formazione dei docenti e dei genitori e di formazione in aula con ragazzi e ragazze delle scuole secondarie (non primarie).

  • I corsi sono finalizzati a promuovere una cultura di rispetto nella relazione tra bambine e bambini, tra ragazze e ragazzi e tra uomo e donna. Non riguardano l'educazione alla sessualità (gestita da molti anni dall'Azienda sanitaria).

  • Non intendono annullare le differenze naturali tra maschio e femmina bensì le disuguaglianze sociali in termini di opportunità tra le persone. Il tema non è solo la “questione femminile”, perché ad oggi molti bambini, ragazzi e uomini non si riconoscono nel modello tradizionale-stereotipato di maschile.

  • Uno degli obiettivi dei percorsi riguarda la diffusione della cultura del rispetto per prevenire la violenza di genere.

  • Un'altra finalità è la valorizzazione del talento di ciascun individuo indipendentemente dal sesso di nascita.

Un intento che si scontra non solo con il passato (Accesso al voto per le donne 1946, accesso alla magistratura 1963...), ma anche con il presente, caratterizzato da differenze sostanziali di accesso a determinate professioni, scarsi strumenti di conciliazione famiglia-lavoro sia per le madri che per i padri, disparità di salario e rappresentazione mediatica.

(foto Joice Pereira)

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