Diritto allo studio: in Trentino si investe di più

Ferrari: «Stanziamo quasi il 50% in più della media italiana»

Diritto allo studio: in Trentino si investe di più

 

In Trentino l'investimento sul "Diritto allo studio" è proporzionalmente molto più alto che nel resto d'Italia. Ad affermarlo, numeri alla mano, è l'assessora provinciale all'Università Sara Ferrari: «In Trentino il diritto allo studio viene finanziato interamente con fondi provinciali, non essendovi dopo l’Accordo di Milano alcun stanziamento specifico da parte dello Stato. Ogni anno per le borse agli studenti meritevoli e privi di mezzi iscritti all’università di Trento stanziamo  un importo di  circa 6,5 milioni di euro, 2 milioni in più della media statale. In totale le risorse stanziate per borse di studio sono pari a 7.214.000 euro,  assicurando quindi un aiuto al 100%  degli aventi diritto. Per fare un confronto, la copertura nazionale è pari al 69% e a livello di Nord Italia del 75,9%. A questo si sommano le altre forme di sostegno o che premiano gli studenti più meritevoli, i 1.500 posti-letto messi a  disposizione negli alloggi universitari, gli investimenti in edilizia universitaria, per una somma totale destinata al diritto allo studio di quasi 26 milioni di euro».

L'assessora spiega anche le mosse sulla giunta, che ha deciso di rivedere le misure sul fondo giovani e sul prestito d'onore. Proprio questo provvedimento, nei giorni scorsi, era stato contestato (tra gli altri) dai rappresentanti della lista Udu, che in una lettera al presidente Ugo Rossi, pubblicata anche da Sanbaradio, avevano invitato la giunta a ritornare sui propri passi. 

«Abbiamo rivisto - prosegue l'assessora Ferrari - le misure che riguardano il Fondo giovani e il Prestito d'onore: crediamo infatti sia necessario, fatte tutte le valutazioni del caso, concentrare le risorse nelle misure più efficaci e non disperderle. Ma abbiamo anche pensato a nuove misure fra cui, già dal 2015, un accompagnamento dei ragazzi verso l’università già durante l’ultimo anno delle scuole superiori. In quanto al sostegno alla mobilità internazionale dei giovani previsto dal Fondo giovani, sarà assicurato tramite il Fondo sociale europeo.

La Giunta ha peraltro approvato come obiettivo per il 2015 la definitiva ridefinizione delle misure per il diritto allo studio, per confermare la completa copertura del diritto allo studio tradizionale e ipotizzare anche ad altre soluzioni innovative, sostenibili ed efficaci per stimolare maggiormente i giovani trentini nella prosecuzione degli studi».

Se il Trentino stanziasse risorse per arrivare alla copertura media del Nord Italia, nel bilancio provinciale per il diritto allo studio vi sarebbero circa 4,5 milioni. Quindi la Provincia finanzia annualmente per il diritto allo studio degli universitari che studiano a Trento in proporzione circa il 50% in più (2 milioni di Euro) rispetto al resto d’Italia. «Questa differenza di investimento - spiega l'assessora -è stata mantenuta invariata negli ultimi anni, nonostante che nello stesso periodo nelle altre regioni la percentuale di copertura sia scesa di circa 20 punti percentuali. In aggiunta, la Provincia autonoma stanzia annualmente delle risorse specifiche per assegnare una borsa agli studenti trentini che studiando fuori sede e che avrebbero diritto alla borsa per il diritto allo studio, ma non ne beneficiano a causa dell’assenza di fondi nella regione di iscrizione. Si tratta di circa 164.000 euro all’anno, oltre a quasi 600.000 euro per gli studenti dei corsi delle professioni sanitarie, medicina e chirurgia. Quest’anno è stata inoltre prevista una borsa anche per gli studenti trentini, bisognosi e meritevoli, che decidono di iscriversi all’università fuori dal territorio nazionale. Ed ancora: gli studenti dell’Università di Trento, anche grazie ai fondi che la provincia di Trento garantisce all’Università, meritevoli anche se non privi di mezzi, ricevono al termine del percorso un premio al merito, pari a circa 2.000.000 di Euro all’anno. Si tratta di un caso unico in Italia».

A questi investimenti si aggiungono i 1.500 posti alloggio in residenze universitarie: se la media italiana è di 19,4 posti alloggio ogni 100 idonei, in Trentino si hanno 42,7 posti ogni 100 idonei. Il mantenimento di tali residenze comporta un investimento di oltre 4 milioni di Euro all'anno. (Benjamin Dezulian)

 

Nella foto (Facebook) l'assessora Sara Ferrari

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