L’IMPATTO DELLE INNOVAZIONI BIOTECNOLOGICHE SUI DIRITTI DELLA PERSONA

L’IMPATTO DELLE INNOVAZIONI BIOTECNOLOGICHE SUI DIRITTI DELLA PERSONA
Diritto e scienza: che l’incontro/scontro abbia inizio. Il titolo di un film? No, la realtà! Il pomeriggio di Giovedì 17 e Venerdì 18 Maggio, infatti, la facoltà di giurisprudenza di Trento ha ospitato un convegno composto da 3 sessioni di conferenze su tematiche che uniscono diritto, scienza ed etica. Queste due giornate, organizzate a chiusura del progetto di ricerca FIRB ovvero, “L'impatto delle innovazioni biotecnologiche sui diritti della persona: uno studio interdisciplinare e comparato”  finanziato dal M.I.U.R., hanno permesso ai diversi componenti delle università di Trento, Ferrara, Napoli e Parma che hanno eseguito la ricerca, di esporre i propri risultati e dare luogo ad un interessante dibattito con esperti e partecipanti su queste tematiche recenti. Infatti, sempre a giurisprudenza, durante la mattina di Giovedì si è festeggiato il decimo compleanno di attività del progetto BioDiritto del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Studi di Trento, un progetto nato con lo scopo di indagare con gli strumenti del diritto e dell’etica i nuovi ambiti dischiusi dalle scoperte biomediche e biotecnologiche. La giornata è poi proseguita con la prima sessione dedicata al delicato ambito riguardante le decisioni in merito al fine-vita con una presentazione da parte di dottorandi e professori di vari casi problematici (rifiuto di trattamenti, pratiche di eutanasia attiva quali suicidio assistito e omicidio del consenziente, ecc.) e delle rispettive sentenze e decisioni; a queste sono seguiti una serie di interventi e un dibattito legati ad una riflessione sui singoli casi, sul significato di dignità e sulla comparazione con i diversi ordinamenti esistenti. Inoltre, in occasione del convegno, Carlo Casonato, professore di diritto costituzionale comparato dell’università di Trento, ha presentato il nuovo sito biodiritto.eu (link: http://www.biodiritto.eu/sito/) pensato come luogo di riflessione, di informazione e di dibatto sui nuovi argomenti della recente disciplina. La seconda giornata si è aperta con la presentazione da parte di Roberto Gambari, professore di biochimica presso l’università di Ferrara, e di alcuni ricercatori dei risultati del loro lavoro condotto sul diritto e la genetica  e con la relativa discussione aperta da Alberto Bondolfi, direttore del FBK. Nel pomeriggio si è invece trattato della libertà di ricerca scientifica andando ad evidenziare i fattori problematici legati alle limitazioni che il diritto e l’etica impongono al progresso scientifico. Insomma, due giornante molto intense e preziose che hanno visto diversi esperti discutere e confrontarsi su argomenti nuovi e molto complessi che vanno a toccare tutti noi, volenti o non volenti. Iniziative del genere, volte anche alla sensibilizzazione del grande pubblico e al suo coinvolgimento all’interno del dibattito che continua a svolgersi per cercare di arrivare ad elaborare leggi e regolamenti più congrui con quello che la comunità pensa e più flessibili, non possono essere che accolte positivamente all’interno di uno stato democratico e pluralista che basa la sua forza proprio sul dialogo e il confronto delle diverse posizioni. Cittadini, cosa aspettate a dire la vostra?
Michele Pedrotti

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