Un Treno in Tempo - 01x04

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Un Treno in Tempo - 01x04

20:17 Da qualche parte

Giovanni è immobile. La mascella serrata. I muscoli delle braccia hanno un lieve tremito dentro al giubbotto di pelle. I pugni si chiudono sui jeans neri. Gli occhi brillano di un colore freddo ed il sorriso si fa tagliente sul volto senza barba. “Scacchi?” Passa una mano sul mento strofinandoselo. “Ma sai giocare bene?”
Angela lo guarda di sottecchi “Perché continui a sottovalutarmi ragazzo? Bianco o nero?”
Ancora una volta è Giovanni a sorridere ironico. “Prima le signore”
La donna apre la scacchiera e posiziona i pezzi neri dal suo lato lasciando il tempo a Giovanni di sistemare i propri bianchi. Poi i loro sguardi sembrano intrecciarsi, studiarsi e analizzarsi. Sembra che il tempo ora si sia fermato. Giovanni non sente il vociare dei quattro ragazzi alla sua destra, non coglie nemmeno il rumore dei fogli di giornale del signore dal panama bianco. È solo catturato da quei due occhi color del miele e nella sua testa le domande cominciano ad emergere come quando la marea si alza. “Da quando sono piccolo mio padre, mi ha fatto giocare sempre per qualcosa. Noi per cosa giochiamo questa sera?” muove il pedone di re di due case.
La donna abbassa lo sguardo sulla scacchiera e muove anche lei di due case il pedone di re. “Io gioco per l'onore, tu solo per soldi?”
Giovanni sorride e muove il pedone dell'alfiere in f4. “Come diceva il signor Steiniz, ognuno gioca per quello che non ha”
Angela accetta il gambetto e fissa il suo avversario, che con una calma ferrea muove l'alfiere in c4.
Decide di muovere la regina in h4 “Sei già sotto scacco giovanotto”
“Un gambetto d'alfiere, per uno che cita Steiniz, è una mossa alquanto azzardata. Dopo tutto bisogna pur movimentare questo viaggio. Allora Angela chi sei?” Giovanni sposta il re in f1.

20:50 Siamo in arrivo a Carpané Valstagna

La partita aveva assorbito completamente sia Giovanni che Angela. Ad ogni mossa si facevano una domanda. Giovanni ormai aveva riassunto quasi tutti i sei anni a Trento, seguendo lo svolgimento della partita.
Angela ci sapeva fare. Era un'appassionata di scacchi fin dalla tenera età, si era allenata con chiunque le capitasse sotto mano, allenando e affinando la tecnica talmente bene da partecipare a dei tornei regionali. Poi la vita l'ha sempre trascinata tra Trento e Bassano, un matrimonio non propriamente riuscito lasciandola sola con le sue più grandi passioni, gli scacchi e la scrittura e con troppi debiti da pagare.
“Così Angela hai debiti di tuo marito da pagare ancora? E quanto ammontano?” L'alfiere di Giovanni si va a piazzare in d6 proprio a favore di quello di Angela.
Angela tentenna e il suo cuore prende a scalpitare. I suoi occhi si muovono febbricitanti su tutta la scacchiera. All'improvviso torna lucida e fredda. Alza gli occhi e si scontra contro un muro di ghiaccio. “Circa cinque mila euro” Mette mano all'alfiere e va a colpire la torre di Giovanni in g1. Un sorriso beffardo le si apre sul volto. “E tu come mai te ne vai da Trento dopo così tanto tempo?”
Giovanni è impassibile.
“Non rispondi?” Lo incalza Angela. “I patti erano chiari: ad ogni mossa un pezzo di noi”. Il volto di Giovanni è di marmo, Angela ormai è sicura di vincere. “Così te ne vai da Trento proprio ora?”
Giovanni fa avanzare il pedone in e5 “Si ho fatto quello che dovevo fare. Piuttosto tu che fai a Trento?”
Non le sembra vero ottenere dei pezzi con così tanta facilità, muove la regina e s'impossessa dell'altra torre. “Lavoro al castello e con tutto quello che è successo questa settimana, tra interrogatori e stress, voglio tornarmene a casa a riposarmi un poco. Scacco!”
Giovanni non emette un verso salva il re e guarda intensamente la sua avversaria. “E se le dicessi che so tutto di lei?”
Angela non sembra nemmeno ascoltarlo. Muove il cavallo in a6. Giovanni controlla con il suo la casella g7 e le sorride. “Scacco. So che abita in un appartamento sopra le analisi in via gazzoletti. So che si sveglia tutte le mattine alle 7:30 e il suo armadietto negli uffici del castello è il secondo sul lato superiore. So che avrebbe preso questo treno. E so che a Bassano ci aspetteranno altri interrogatori e perquisizioni, come quelli fatti oggi. Ma in fondo chi controlla chi lavora da una vita al castello?”
Angela tentenna ha una vertigine sposta il re in d8 e lo mette in salvo. Fissa ancora Giovanni senza dire una parola. Ma il suo sguardo è quello di una preda in trappola.
“I soldi le hanno fatto gola? 5000 euro risolvono un sacco di problemi, lo sa? E poi dica la verità pensava di svignarsela a metà tragitto evitando le perquisizioni a Bassano?” Regina bianca in f6.
Angela strabuzza gli occhi. Per qualche secondo continua a fissare prima il ragazzo dagli occhi di ghiaccio poi la scacchiera. Non crede ai suoi occhi, come in trance muove il cavallo sulla regina. Non appena lo fa una risata isterica le sgorga dalla gola. “Sarai anche molto bravo ad osservare le cose ma quanto a perspicacia sei tanto abile come quando giochi a scacchi!”
Ora Giovanni si distende, si rilassa e si alza dalla sua poltrona. Sistemandosi il giubotto in pelle, fa un ultimo gesto morbido e fluido, muovendo l'alfiere in e7. Con un sorriso trionfante ascolta la voce metallica avvisarli che sono arrivati a Bassano del Grappa. “Non pensavo di poter giocare una partita come l'immortale tra Andersenn e Kieseritzky nella mia vita”. La mano tesa avanti di Giovanni sembra più una minaccia, che una stretta amichevole. Angela non si capacita ancora di aver perso e ferita nell'orgolio si ritrova a stringere la mano del giovane. “Ma come è possibile?”
“Grazie ancora Angela. Oggi avrà perso una partita di scacchi, ma i miei piani si sono rivoltati contro di me. Ora può tornare a casa con la storia più incredibile della sua vita: ha giocato a scacchi con il ladro più bravo di tutto il trentino”
Non aspetta che la donna si riprenda dallo shock di quella rivelazione, che sparisce in un lampo mimetizzandosi tra la folla di passeggeri della stazione. La donna si appresta a scendere. Riordina la scacchiera e la infila nella borsa, quando nota una piccola busta marrone. Fuori in una calligrafia chiara e pulita legge la scritta: ognuno gioca per quello che non ha. Dentro il suo cuore ha un balzo di sgomento, ticchettando al ritmo di 5000 euro.

Voci

Narratore: Lorenzo Caoduro
Giovanni: Nicola Pifferi
Angela: Cristina degli Agli

Regia: Nicola Pifferi

Testi: Lorenzo Caoduro

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