Star Wars: The Rise of Skywalker

Gran finale o gran delusione?

Star Wars: The Rise of Skywalker

di Lucia Mora

 

Mercoledì 18 Dicembre è finalmente uscito Star Wars: L’Ascesa di Skywalker, ultimo capitolo della nuova trilogia nonché conclusione della saga iniziata nel 1977.

Qui sotto trovate cinque motivi per cui era impossibile resistere alla tentazione di andare al cinema, e successivamente cinque motivi per cui pentirsi di esserci andati (senza spoiler).

 

5 motivi per cui andare a vedere il film

  1. È Star Wars. E questo basterebbe. Ma se non dovesse bastare, pensate al brivido di rivedere (e risentire) la sigla sul grande schermo: “Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…”
  2. Kylo Ren. Lo abbiamo lasciato come un Amleto perennemente indeciso tra il Bene e il Male: avrà deciso che cosa fare da grande?
  3. Un grande ritorno: J. J. Abrams torna a dirigere Star Wars dopo un gran primo capitolo, registicamente parlando.
  4. Tre anni fa, dopo le riprese del secondo capitolo, ci lasciava la mitica Carrie Fisher. Gli ultimi Jedi si concludeva proprio con l’enigmatica risposta della Principessa Leia alla domanda (“Come faremo a ricostruire la Resistenza?”) di Rey: “Abbiamo tutto quello che ci serve”. Come se la caverà questa volta la Resistenza?
  5. Nel trailer del film, si vede - o meglio, si sente - una risata agghiacciante: sembra essere la vendetta dell’Imperatore Palpatine. Non era forse morto nel Ritorno dello Jedi?

 

5 motivi per cui il film era meglio non vederlo

  1. La sceneggiatura è deboluccia. E questo è un eufemismo. Confusionario e ripetitivo, banale e raffazzonato, il film (come, del resto, tutta la trilogia) non prende mai una direzione chiara.
  2. Uno dei meriti dell’ottavo capitolo di Star Wars risiedeva in quel senso di novità che lasciava trasparire: sembrava voler spaccare il canone della saga per esplorare nuovi orizzonti. Purtroppo, quei semi vengono lasciati morire.
  3. Sequel, prequel, spin-off, serie televisive animate e non. Star Wars ha generato un universo vastissimo, ma sempre più stanco e balbettante. Che sia il caso di fermarsi a riflettere? 
  4. I personaggi. Piatti, imbarazzanti, spesso inutili. Si salva solo C-3PO, spalla comica (talvolta drammatica) sempre ben riuscita.
  5. Non se ne può più del totalitarismo cinematografico e televisivo della Disney, che pialla ogni forma di pathos e di sviluppo drammatico.

 

E voi? Che ne pensate? Fatecelo sapere!

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