Pier Carlo Padoan al Festival Economia 2019

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Pier Carlo Padoan al Festival Economia 2019

di Andrea 'Alessandro' Di Giulio

 

In occasione della XIV edizione del Festival dell'Economia di Trento, abbiamo potuto intervistare l'On. Pier Carlo Padoan al termine dell'incontro dal titolo "La guerra del debito", tenutosi al Teatro Sociale sabato 1 giugno e al quale hanno partecipato anche Carlo Cottarelli, Laura Castelli, Giampaolo Galli e Dino Pesole (in qualità di moderatore).

I collaboratori di alcune testate giornalistiche, fra cui SanbaRadio, hanno potuto avvicinare l'ex Ministro dell'Economia e delle Finanze per una breve intervista, di cui riportiamo un estratto.

 

Con l’aumento degli spread e una crescita più bassa, l’Italia cosa rischia nelle prossime settimane?

Se aumenta l’interesse e si abbassa il tasso di crescita, il tasso di crescita è più basso del tasso di interesse; questo per semplice aritmetica del debito, fa sì che il debito aumenti a parità di altre condizioni.

Siccome siamo l’unico Paese della zona euro in cui questo avviene, siamo l’unico Paese in cui il debito rischia di aumentare mentre scende dappertutto - è questo il problema - dobbiamo quindi aumentare la crescita e ridurre il tasso di interesse, fare politiche per l’aumento della crescita e fare politiche per l’aumento della fiducia.

La trattativa con Bruxelles può alimentare questo circolo vizioso?

La trattativa con Bruxelles, se si interrompe, può alimentare il circolo vizioso.

Nella Sua esperienza, mercoledì (5 giugno, data in cui è prevista una comunicazione al Governo italiano da parte della Commissione Europea, ndr) l’Europa ci chiederà di correggere i conti?

Non so, perché la situazione in cui si trova adesso il dialogo Europa-Governo italiano è una situazione inedita. La Commissione è in via, diciamo, di chiusura e il Governo italiano ha tenuto fino a adesso un atteggiamento molto incerto e molto ondivago, come si è visto dalla polemica sul contenuto della lettera di ieri (lettera inviata dal MEF alla Commissione Europea in data 31 maggio, ndr) tra i due partiti.

Quindi non partono procedure di infrazione, dice Lei…

Be’, questo lo dovete chiedere a Valdis Dombrovskis (vice-Presidente della Commissione Europea, ndr) e alla Commissione, che si riunisce tra qualche giorno. Però sicuramente io non ritengo soddisfacenti i contenuti della lettera del Ministro dell’Economia.

Vista la Sua esperienza in diversi atenei, come pensa che nel corso del tempo - anche vista la crisi - sia cambiato l’approccio che devono avere i docenti nei confronti delle nuove generazioni per l’insegnamento dell’economia e dei nuovi temi dell’economia?

I nuovi temi dell’economia devono essere molto incentrati sulle esperienze reali e chiedersi quali sono i problemi della gente; bisogna partire dai problemi della gente piuttosto che dai modelli.

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