Meet the jury! L’aperitivo diventa internazionale con la giuria del RTFF

Meet the jury! L’aperitivo diventa internazionale con la giuria del RTFF

di Federica Falvino

Ospitati dal “Barone Al Castello”, la caffetteria del Buonconsiglio, lo staff del Religion Today ha organizzato una conferenza stampa “sui generis” ieri, 12 ottobre verso le 11,00 di mattina, per presentare alla stampa e ai curiosi la giuria internazionale della kermesse, chiamata a decidere i 4 vincitori del festival di quest’anno.

Sono state presentate per prime le donne, mai come quest’anno non solo per galateo, tra le quali spiccano due figure straordinarie come la fondatrice del Network for the Promotion of Asia e direttrice di festival del cinema asiatico, Aruna Vasudev, e la regista Sahra Kaarimi: nata a Kabul ma cresciuta in Iran e per alcuni anni in Slovacchia, è la prima e (finora) unica donna afgana con un dottorato in cinematografia

Gli uomini non sono stati dimenticati, anzi! Sono stati chiamati due personalità molto importanti per il cinema italiano e internazionale: Arnaldo Casali, lavora per l’Istituto di studi teologici e storico sociali di Terni, è direttore artistico di Popoli e Religioni – Terni Film Festival, una kermesse che strizza da sempre l’occhio al Religion Today, e Oren Tirosh, dal 1995 docente di regia, fotografia e teoria cinematografica alla Camera Obscura School of Art di Tel Aviv, da vent’anni dirige e cura la fotografia di documentari selezionati in molti festival internazionali e da numerose televisioni israeliane ed europee.

I giurati sono stati positivamente colpiti dal tema di quest’anno, soprattutto la regista afgana, che ha dichiarato di esser stata molto felice di scoprire questi film in cui la religione e il suo peso nella società siano al centro di molti racconti ma senza fini dottrinali: “Tutti ruotano attorno a tematiche in cui le comunità e i singoli individui vivono i dettami religiosi in maniera particolare, le pellicole analizzano quanto le tradizioni e le usanze influiscano sulla ricezione esterna di quelli e la loro trasmissione all’interno del proprio contesto familiare. Il problema che si riscontra spesso in Afghanistan è il forte influsso delle tradizioni, trasmesse di generazione in generazione, nelle pratiche religiose diventando così modi di vivere, leggi e doveri: tradizione e religione s’intrecciano a tal punto che solo pochi, spesso chi è più fortunato e ha potuto ricevere un’istruzione, riescono a districare ciò che riguarda il diritto dalle pratiche religiose”.

Altro punto di riflessione caro ai partecipanti all’aperitivo è stato il modo con cui viene trattato l’accostamento “religione – terrorismo”, soprattutto dai giovani registi che partecipano al concorso: i giovani francesi (in programma ieri sera con i documentari “Mohamed – the first name” e “ The veil of jealousy”), in risposta ai feroci attacchi terroristici dei mesi scorsi, hanno risposto con pellicole ironiche e “leggere”, dimostrando così un notevole senso critico e un netto distacco da facili accuse a comunità che in realtà sono radicate da anni nel proprio Paese.

Si è concluso l’incontro infine con un rinfresco informale nel parco di fronte al locale vivacizzato da chiacchiere tra vecchie conoscenze e fotografie per la stampa. Lo staff ha inoltre diffuso la notizia che “Il Barone al Castello”, “la Bottega della Piada” (in via Prati) e la “Bookique” (di via Torre d'Augusto), proporranno per tutta la settimana menù, snack e aperitivi speciali ispirati ai temi del Festival.

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