La Rete chiede un incontro al rettore per parlare del piano anticrisi - il testo della lettera

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Al Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Trento, prof. Davide Bassi

Al Presidente del C.d.A. d’Ateneo, dott. Innocenzo Cipoletta

Al Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Lorenzo Dellai

Agli organi di stampa con la gentile richiesta di diffusione

 

 

 

Vi scriviamo mossi dalla preoccupazione circa il futuro dell’Università. Riteniamo che la questione, finora relegata solo all'attenzione dei diretti interessati, vada necessariamente allargata. Questo perché a pagare un ridimensionamento dell’Università non saranno solo docenti, ricercatori, studenti: ma la società italiana nel suo complesso e nei suoi molteplici aspetti. L'effetto è la perdita di competitività, dovuta alla mancata innovazione e ricerca; la conseguente scomparsa di mobilità sociale, dovuta allo svilimento della tradizionale possibilità di miglioramento garantita dal titolo di studio. Ciò non significa solo una società più ingiusta (dove “chi e cosa sarai” dipenderà ancora di più dal “di chi sei figlio”), ma anche una perdita di talenti, ingabbiati nella mancanza di opportunità. Alcuni andranno all’estero, altri semplicemente non si esprimeranno e sarà un’opportunità mancata per la collettività intera.

Passata l’Onda invernale, i nodi vengono ora al pettine. La scure del governo Berlusconi ha colpito anche l’Ateneo di Trento. Il rettore aveva ritenuto, a torto, che i tagli del ministro Gelmini non ci riguardassero, convinto che la qualità accademica e il virtuosismo economico del nostro Ateneo ci avrebbero premiato o quanto meno messo al riparo. Una posizione che poteva anche essere di buon senso, ispirata alla “realpolitik”: se non fosse che a guidare questo governo è una logica partitica, che privilegia o svantaggia le istituzioni a seconda del colore politico e della base elettorale. Ora l’Università si ritrova a dover tagliare carne viva e non a dare un taglio agli sprechi. Ricerca, didattica: ad essere ridimensionato è il cuore dell'Università.

Quindici milioni di euro in meno: lo abbiamo appreso dai giornali. Tagli già decisi sulla nostra pelle e le nostre spalle. Nessuna rettifica il giorno dopo, solo la precisazione che i tagli verranno discussi ad ottobre.

Chiediamo perciò al rettore prof. Davide Bassi di intervenire in un apposito Consiglio degli Studenti, convinti come siamo che il confronto tra le varie componenti dell’Università sia l’unica strada possibile per ritrovare la compattezza necessaria ad affrontare questo difficile momento. Chiediamo di sapere con precisione qual è il reale stato delle cose: consci del nostro ruolo e del contributo responsabile che siamo certi di poter dare come studenti. Un contributo essenziale su tematiche come la didattica e le tasse: argomenti su cui troppo spesso nel passato, si è deciso senza ascoltarci. Non è accettabile rilegare gli studenti ad un ruolo di mera testimonianza passiva, all’interno di una realtà che li vede in una posizione marginale. Una riforma credibile della governance dell’Università, che il rettore ha giustamente invocato come necessaria nel suo discorso di inizio anno accademico, passa anche di qua.

Chiediamo infine al governatore Lorenzo Dellai, che negli anni si è sempre dimostrato attento alle tematiche dell’Università, di poter organizzare un incontro. Con noi, rappresentati della lista “La Rete”, insieme ai rappresentanti di altre liste che auspichiamo condividano le stesse nostre preoccupazioni. Riteniamo infatti che una proficua collaborazione tra le diverse liste, nel rispetto delle reciproche differenze, sia di particolare importanza in vista di una tutela più forte delle studentesse e degli studenti: tutela che è il nostro principio ispiratore.

 

 

 

I rappresentanti de' “La Rete”

 

 

Trento. 16 marzo 2009

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