L’università ai tempi del Covid: quattro studenti si raccontano

Un campione di quattro universitari presenta pregi e difetti dell’attuale didattica

L’università ai tempi del Covid: quattro studenti si raccontano

di Martina Bartocci

Nell’attuale situazione pandemica, l’università non è indenne da cambiamenti e rinnovamenti. Per comprendere come gli studenti stiano vivendo questo processo evolutivo, abbiamo intervistato quattro universitari e abbiamo posto loro le seguenti domande:

  1. La tua facoltà ha disposto la didattica online oppure in presenza? Apprezzi la modalità che è stata scelta o avresti preferito un’organizzazione diversa?
  2. Nel caso in cui tu sia un fuorisede, hai stipulato/rinnovato un contratto di locazione per vivere a Trento oppure sei rimasto nel tuo comune di residenza e segui le lezioni da casa?
  3. Trovi che Trento sia cambiata? Ci sono meno momenti di aggregazione: la città sembra più vuota oppure, tutto sommato, ti sembra sempre la stessa?
  4. Frequenti la biblioteca e le aule studio? Ti senti sicuro quando studi fuori casa?
  5. A breve si terranno le elezioni per eleggere i rappresentanti degli studenti. Per cosa vorresti che si battessero? Cosa va urgentemente migliorato nella nostra università?
  6. Nel caso in cui tu sia una matricola, hai conosciuto i tuoi compagni di corso? Qual è l’aspetto più difficile che ti trovi ad affrontare nell’iniziare l’università in un momento così particolare?

Vediamo chi sono e come hanno risposto i nostri intervistati:

Valentina Failla

Vengo da Catania e frequento il terzo anno di giurisprudenza. La mia facoltà ha disposto la didattica online per quasi tutti i corsi del mio anno. Preferisco lo svolgimento delle lezioni in presenza, ma ritengo vi siano molti aspetti della modalità on-line da non disprezzare. In primo luogo, la possibilità di seguire le lezioni da casa o da qualsiasi luogo si preferisca (ciò permette una enorme flessibilità nello studio), in secondo luogo la scelta di molti professori di videoregistrare le lezioni, per cui posso seguire gli insegnamenti in qualsiasi orario e giorno trovi più comodo. Vivo in un Collegio di Merito e questo mi ha consentito una enorme libertà negli spostamenti, così che ho passato finora parte del semestre nella mia città d’origine, parte a Bologna e parte a Trento. Proprio per questo non so dire se il capoluogo trentino sia cambiato, non ho vissuto un’esperienza sufficiente per poterla confrontare con quella degli anni precedenti. Non ho avuto modo ad esempio di frequentare biblioteche e aule studio. Vorrei che i miei rappresentanti mantenessero vivo il dialogo con i professori, così che questi possano comprendere i problemi degli alunni e venire incontro alle loro evenienze. In particolare, mi riferisco alle date degli esami, alle modalità di svolgimento di questi, alla frequenza delle lezioni date le molte difficoltà ancora esistenti (connessioni internet vacillanti e assenze forzate in questi giorni di difficoltà sanitaria). 

Marco Bassetti

Vengo da Civezzano (TN) e frequento il primo anno della magistrale in ingegneria per l'ambiente e il territorio. Il mio dipartimento ha disposto un sistema di didattica blended in cui gli studenti possono decidere in che modo seguire le lezioni, se da casa (via zoom) o in aula. Sono molto soddisfatto della qualità della didattica erogata in questo modo, anche per via dei grossi investimenti in nuove strumentazioni come tavolette grafiche, telecamere 4K, microfoni e altoparlanti. Tutto ciò rende più godibile e più interattiva la lezione anche per chi non è presente fisicamente. Non frequento né biblioteche né aule studio, ma non penso che Trento sia cambiata più di qualsiasi altra città durante questa emergenza sanitaria. Penso sia normale in questa situazione che i momenti di aggregazione siano più rari e mi dispiace per questo, perché l'università non è solo lezione e esami, ma anche condivisione. Ai rappresentanti direi che mi piacerebbe una maggiore manutenzione delle aule, in particolar modo vorrei che tutte venissero cablate e che venisse aperta una stanza per mangiare in sicurezza il cibo portato da casa.

Elisa Martini

Vengo da Argenta (FE) e frequento il primo anno di lettere moderne. Il mio dipartimento ha optato per una didattica mista. Comprendo bene la scelta di alternare corsi in presenza ad altri online, visto l’alto numero di partecipanti. Non ho ancora avuto occasione di frequentare sale studio ma sarebbe veramente comodo poter rimanere in facoltà oltre l'orario di lezione, e non dover uscire subito. In quanto fuorisede, ho stipulato un contratto di locazione e torno a casa nel fine settimana. Nonostante tutto, ho stretto diverse nuove amicizie. La cosa più stressante sta nel non conoscere le modalità d'esame, se a distanza o meno.

Francesca Capuzzimati

Vengo da Crispiano (TA) e frequento il secondo anno della triennale del dipartimento di fisica. La mia facoltà ha organizzato le nostre lezioni in presenza il lunedì e il martedì mattina per un totale di quattro lezioni, seguite facendo alternare due gruppi in ordine alfabetico. I professori in presenza sono comunque collegati tramite zoom con gli studenti a casa e scrivono sull’iPad proiettando anche in aula. In più un giorno a settimana ognuno di noi ha laboratorio in presenza. Le altre lezioni sono tutte online in modalità prettamente sincrona. Tutte le lezioni sono registrate e sono molto soddisfatta della modalità scelta. Ho rinnovato il mio contratto di locazione a Trento, nonostante abbia passato la quarantena nel mio comune di residenza. Non credo che la città sia più vuota penso che, per il periodo che stiamo vivendo, si stia modificando e rimodellando in base alle nuove esigenze e alle nuove direttive. Frequento la biblioteca tutti i giorni, sia quando ho lezione in presenza sia quando ho lezione online e l’organizzazione è davvero ottima. Mi sento sicura perché siamo tutti messi nelle condizioni di avere il nostro spazio igienizzato e di non perdere, per quel che è possibile, il contatto con le altre persone. Sinceramente credo di non sentire l’esigenza di migliorare qualcosa all’interno dell’università, perché credo che la situazione attuale sia gestita in maniera ottimale. In più mi sento assolutamente rappresentata, ascoltata e seguita dai miei rappresentanti, che sono sempre pronti a battersi per qualunque nostra esigenza o problematica.

 

Ringraziamo i quattro studenti per averci dedicato parte del loro tempo e ci auguriamo che i futuri rappresentanti facciano tesoro delle problematiche emerse. Tutto sommato, gli alunni intervistati si sono dimostrati abbastanza soddisfatti della gestione dell’emergenza da parte di Unitn, ma possiamo ancora migliorare!

 

img.source: Rivoluzione liberale

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