Incroci di teatro

Prende il via la terza edizione di “INCROCI DI TEATRO” organizzata dal Centro Teatro, luogo
della sperimentazione di linguaggi teatrali del Comune di Trento – Progetto Politiche Giovanili
gestito da Compagnie Teatrali Unite.
Per cinque serate, da gennaio a maggio, presso il Centro Teatro di via degli Olmi, 24, sarà possibile
incrociare artisti e autori di teatro di fama nazionale ed internazionale, conoscere e confrontarsi con
i loro singolari percorsi nell’arte della scena e dar voce a quell’invisibile magia che è far teatro.
Luci puntante su artisti importanti che in questa occasione si confronteranno con il pubblico in una
serata senza trucco né copione dove tutti sono protagonisti: l'attore con la sua esperienza e gli
spettatori, invitati a partecipare al dibattito incrociando esperienze, pensieri ed emozioni. La
preziosa presenta di registi, attori, cantanti e protagonisti della scena italiana e internazionale rende
quest’iniziativa un’occasione imperdibile per gli appassionati e per i frequentatori dell’arte del
teatro che avranno così la possibilità di dialogare con loro in un contesto informale e piacevole.
Il programma dettagliato si può ricevere via mail scrivendo a compagnieteatraliunite@yahoo.it
oppure chiamando la segreteria del Centro Teatro ai seguenti numeri 0461-934888 (lun 9.30/13.30,
mart e giov. 15/17) oppure cell. 346-6248901.
Nell'ottica del confronto tra artisti ospiti e realtà locali durante le serate di "Incroci di teatro"
verranno presentati degli studi di spettacoli e perfomance in allestimento di compagnie trentine.
L’entrata ad ogni incontro è libera e l’inizio è previsto per le ore 21.
Ospite della prima serata, venerdì 16 gennaio 2008 ore 21, sarà Antonio Viganò, regista, attore e
direttore artistico del Teatro la Ribalta, che ci racconterà del suo particolare percorso artistico.
Il corpo, l’integrazione e la diversità: questi i temi importanti della serata. Il corpo che si fa poesia
nel momento che diventa narrazione, storia, memoria, presente e futuro. Un corpo poetico che nel
suo agire, attraverso i suoi gesti, ci racconta la sua relazione col mondo, un suo modo di vederlo e
di sentirlo. Ecco, allora, un corpo che si fa teatro, che non rappresenta l’altro da se, che non è più
solo “teatro della rappresentazione” ma diventa, trasformandosi, “ Teatro dell’essere”. Un teatro
capace di svelare sentimenti, emozioni, e chiede a noi spettatori – attori, di entrare in relazione con
altri sguardi, altri orizzonti e altri punti di vista. Un teatro che non mostra soltanto “abilità” ma offre
sospiri di vita veri, con il dolore o con la felicità.
Nella seconda parte della serata la Compagnia di danza contemporanea Controra presenterà un
breve studio del nuovo lavoro "Il brutto anatroccolo". Liberamente ispirato alla fiaba di Andersen,
lo spettacolo - che debutterà in data 11 febbraio 2009 ore 21 presso il Teatro San Marco all'interno
della rassegna "Danza formato [6 X 8], tante forme diverse di pensare la danza” - vuole raccontare
di un viaggio verso una naturale perfetta imperfezione. Come il brutto anatroccolo che viene
scacciato, deriso ed infine amato, andiamo alla ricerca dei nostri simili e della nostra vera natura,
attraverso percorsi difficili e tortuosi che ci fanno sbattere contro forme che non ci appartengono
nella speranza di essere accettati. Questa coreografia affronta tematiche attuali legate al mondo
degli adolescenti, quali il senso di appartenenza al gruppo, il sentimento di inadeguatezza e la
ricerca di una propria specificità.
Il tema del diverso verrà sviluppato anche durante il secondo appuntamento, venerdì 27 febbraio,
insieme a Francesco Accomando del CSS di Udine che porterà la sua testimonianza
sull’esperienza di lettura a teatro della novella verghiana “Rosso Malpelo”. La questione del diverso
quindi ma anche della violenza. Rosso Malpelo, nella novella del Verga, è l’emarginato, l’escluso, e
diventa il “capro espiatorio”: quello senza diritti, quello contro cui è lecita ogni violenza, quello che
non si ribella al ruolo che gli viene assegnato e anzi lo vive, lo esercita contro gli altri – siano essi
Ranocchio o l’Asino - perché è l’unico modo per sopravvivere, fino al gesto estremo di rivolgere
questa violenza verso se stesso nell’atto quasi eroico del finale. Il tema è quello dell’ambiente
ostile, della mancanza degli affetti. Malpelo è bollato, segnato a dito da un ambiente inospitale. Il
mondo superstizioso in cui gli capita di vivere - pieno di preconcetti, che cerca etichette e bersagli,
colpevoli e streghe - vuole così. Con l’attore e regista Francesco Accomando si farà insieme una
riflessione e una scoperta dei significati del testo, della loro attualità, dei meccanismi della lettura e
delle tecniche di interpretazione.
Si intitola “Vecchi quesiti per un teatro contemporaneo” l’incontro con il regista e pedagogo russo
Jurij Alschitz venerdì 13 marzo. Nato ad Odessa nel 1947, ha lavorato per anni come assistente e
attore accanto a Anatolij Vasil’ev. Regista lui stesso, Alschitz ha aperto due scuole: a Berlino e a
Stoccolma. Ha avviato un’intensa attività anche in Italia, tenendo corsi in varie città, e aprendo a
Roma un suo istituto denominato “Protei”. Il suo lavoro è sempre più richiesto dalle più importanti
scuole teatrali in tutta Europa. “Ci aggrappiamo frettolosi a certezze momentanee di ciò non
godevamo ieri e non potremo godere domani. ” scrive Jurij “In teatro ciò di cui ci siamo appropriati
ieri con grande sforzo, oggi non ci appartiene più. Dobbiamo ricominciare dall’inizio...”. Durante
questo incontro saranno tanti gli interrogativi e gli spunti di riflessione sia per attori e registi che per
un pubblico che vuole essere attento e consapevole.
Sarà dedicato alla voce il quarto incontro che vede protagonista Daniela Piccari, attrice e cantante
di Accademia Perduta/Romagna Teatri, giovedì 9 aprile. Si può parlare anche senza parole perché
l’universo sonoro che possiamo creare con la voce comunica direttamente, senza dover decifrare
significati. L’immediatezza del suono della voce è come quella di uno strumento musicale che non
usa parole, ma comunica pienamente con chi ascolta. Ma cosa succede quando la voce articola un
testo? Come non perdere quel che fa del nostro parlare una musica?
Titolo provocatorio ma visivamente molto chiaro quello scelto da Cristina Fresi, tecnica di teatro,
per l’ultimo ma non meno curioso incontro di giovedì 7 maggio: “Le terga del teatro: ovvero il
teatro visto da dietro (le quinte)”. Un’occasione per essere testimoni della sua lunga e molteplice
esperienza nel mondo del teatro visto dal “di dietro”.

Sentiamo Paola Carlucci

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