D’amore di morte e di altre sciocchezze #03

Le stanze di Ezio Bosso

D’amore di morte e di altre sciocchezze #03

di Lucia Mora

È quasi sorprendente la capacità del 2020 di dare sempre più il peggio di sé. Poco tempo fa, il 15 Maggio, si è portato via una tra le stelle più luminose del panorama musicale: il Maestro Ezio Bosso.

Difficile descrivere la sensazione di vuoto totale che si prova quando si riceve una notizia del genere. È come trovarsi in mezzo al mare, al buio, e vedere improvvisamente un faro spegnersi.

Ezio era questo: un faro, una guida. Una persona che attraverso la Musica riusciva a incanalare tutto il male e il dolore che ogni giorno era costretto ad affrontare. Aveva sempre la forza di essere un esempio.

Quando un faro si spegne, non è detto che l’unica inevitabile conseguenza sia l’oblio. A volte può essere un’occasione per fermarsi a riflettere, magari proprio sull’importanza della luce che ci guida, che troppo spesso tendiamo a dimenticare o a dare per scontata.

Così, dopo la scomparsa del Maestro, è bello prendersi del tempo per riflettere sulla sua Musica. In particolare, su uno dei suoi capolavori più riusciti: The 12th Room (2015).

The 12th Room è un concept album composto da due dischi: nel primo si trovano quattro inediti e sette brani di repertorio pianistico, tra cui gli amati Bach e Chopin; il secondo contiene invece la “Sonata No. 1 in Sol Minore per piano solo”, cioè la “dodicesima stanza” che dà il titolo al disco, composta da Bosso stesso.

Il tema dell’album sono infatti le “stanze”, le fasi che si attraversano nel corso della vita. Spiega il Maestro: «C’è una teoria antica che dice che la vita sia composta da dodici stanze. Sono le dodici in cui lasceremo qualcosa di noi, che ci ricorderanno. Dodici sono le stanze che ricorderemo quando passeremo l'ultima. Nessuno può ricordare la prima stanza perché quando nasciamo non vediamo, ma pare che questo accada nell'ultima che raggiungeremo».

Ezio ha attraversato la dodicesima stanza che, come ha giustamente puntualizzato, non è la fine, ma quella che ti libera. Ezio ora è finalmente libero, libero da un corpo che non ha mai saputo contenere tutta l’Arte che il suo spirito vitale e gioioso ha sempre sprigionato. Ci mancherà tanto, ma la sua Musica è rimasta: a lei ha lasciato il compito di guidare chi ascolta.

 

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