Birds, spettacolo della Trento nascosta

Venerdì 5 luglio alle ore 20.30, il teatro Sanbapolis ospita Birds, sussurro, respiro e speranza.

Birds, spettacolo della Trento nascosta

di Giulia Leccese

Venerdì 5 luglio sbarcherà al Teatro Sanbapolis lo spettacolo Birds, organizzato nell'ambito di Estate OltreFersina 2019 e risultato del percorso di teatro sociale denominato Ascoltare i silenzi, che ha visto la collaborazione della Circoscrizione Oltrefersina, dell’Opera Universitaria, la Cooperativa Kaleidoscopio e soprattutto de Il Gioco degli Specchi, che da ormai più di vent’anni organizza attività volte all’insegnamento dell’italiano ai migranti, all’empatia e alla conoscenza reciproca.

E si sa per certo che empatia, conoscenza e percezione di noi e del “fuori di noi”, sono costanti fondamentali del fare teatro, in tutte le sue evoluzioni storiche ed in tutte le sue sfaccettature. “Abbiamo provato a utilizzare il teatro nel modo che più ci interessa, ovvero come possibilità di incontro con l’Altro”, confermano i registi del progetto, Ilaria Andaloro e Fabio Gaccioli.

“Dentro le città esistono altre città. Sono città spesso nascoste, omesse, taciute. Dentro la nostra città ne esiste una che si chiama Residenza Fersina e che accoglie i richiedenti asilo e protezione internazionale”, continuano Ilaria e Fabio, che con questa immagine di città concentriche, ci introducono allo spettacolo, che vedrà calcare il palco studenti universitari e alcuni ospiti della Residenza Fersina.

Ciò che vedremo venerdì è però soltanto la punta dell’iceberg di un viaggio iniziato mesi fa, come ci raccontano Ilaria e Fabio, che da febbraio si recano periodicamente presso la Residenza Fersina “su invito del Gioco degli Specchi, che ci ha proposto di prendere parte alle loro iniziative di volontariato, finalizzate al potenziamento della lingua italiana, resosi più che mai necessario dopo i tagli, attuati da questa giunta, a tutte le iniziative che una volta lì si svolgevano quali appunto i corsi di italiano e il supporto psicologico.”

"E’ stato un percorso piuttosto complicato, per i tempi e gli spazi, ma abbiamo avuto la fortuna di essere supportati da dieci giovani volontarie, quasi tutte studentesse universitarie, che ci hanno permesso di creare un prezioso ponte tra la città di dentro e la città di fuori. Siamo grati a questo percorso che ci ha consentito di entrare in contatto con una realtà che è quanto di più lontano si possa immaginare dalla narrazione retorica, fastidiosa, mistificatrice che i mass media e la politica da tempo ormai ci propinano".

"E siamo, soprattutto, felici di avere conosciuto Yusuf, Prince, Mamadou, Suliman, Sharif, Alpha, Amin…e tutte le altre persone che sono venute a seguire il nostro corso, ragazzi che sognavano un futuro dignitoso e normale, che però non è stato loro concesso, perché nascere nella parte sbagliata del mondo e nascere poveri pare siano ancora colpe che ti porti dietro per tutta la vita".

“È a loro che dedichiamo questo nostro spettacolo, Birds: a tutte quelle persone che si mettono in viaggio nella speranza che dall’altra parte del mare sia rimasta ancora una goccia di Umanità” concludono i due registi e, inevitabilmente in queste giornate di maremoto mediatico, non si può fare a meno di pensare all’enorme paradosso di un sipario che si apre e ci accoglie nelle proprie acque. Acque così limpide che è possibile specchiarvisi.

 

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