Bentornata Silvia!

La volontaria è finalmente arrivata a casa

Bentornata Silvia!

di Lucia Mora

A volte, per illuminare una grigia giornata di lockdown, basta un tweet. Soprattutto se quel tweet è del Presidente del Consiglio, e soprattutto se il Presidente del Consiglio comunica una notizia che sarebbe dovuta arrivare già da tanto tempo.

A Giuseppe Conte bastano veramente poche parole per risollevare l’umore della nazione: «Silvia Romano è stata liberata! Ringrazio le donne e gli uomini dei servizi di intelligence esterna. Silvia, ti aspettiamo in Italia!».

Diciotto (lunghi) mesi fa, Silvia era stata rapita e sottratta all’attività di volontaria a Chakama, un villaggio del Kenya, dove aveva già svolto volontariato. Grazie alla collaborazione con i servizi segreti turchi e somali, Sabato è stata liberata poco lontano da Mogadiscio, capitale della Somalia. Qualche ora fa, è atterrato all’aeroporto militare di Ciampino l’aereo che l’ha riportata in Italia.

La lunga veste islamica in cui è apparsa ha subito fatto discutere molto su una eventuale costrizione da parte dei rapitori. A fugare ogni dubbio è la stessa volontaria, che ha rivelato all’Intelligence italiana: «Mi sono convertita all'Islam, è stata una mia libera scelta». Ha spiegato inoltre di essere stata «trattata bene» dai suoi sequestratori e di non aver subito violenze durante i mesi di prigionia trascorsi nelle mani dei jihadisti di Al-Shabaab in Somalia.

Oltre che a Silvia e alla sua famiglia, il pensiero in questo momento va anche ai genitori Regeni, ancora in attesa della verità sulla morte del figlio e traditi dagli accordi nazionali con l’Egitto, malgrado l’odierna affermazione del Ministro degli Esteri Di Maio («l'Italia non lascia indietro nessuno»). Va a chi, come Giuseppe Civati, nei mesi scorsi si è impegnato a ricordare Silvia e a cercare giustizia. Sicuramente non va a chi, anche di fronte a una splendida notizia come questa, coglie l’occasione per sfogare sui social la propria ignoranza con commenti come: “Quanto ci è costato salvarla?” o “Se le piaceva l’Africa, poteva restarci”.

A queste “persone” di dubbia umanità possono andare solamente le parole del giornalista Andrea Purgatori, che in un tweet riesce a centrare perfettamente il punto della questione: 

Se il problema è il vestito, occupatevi di quelli in nero col braccio alzato.
Se il problema è il riscatto, la prox volta vi scambiamo volentieri.
Se il problema c’è l’avete nella testa, andate da uno bravo. E fate presto.#SilviaRomano #SilviaRomanoLibera

— andrea purgatori (@andreapurgatori) May 10, 2020

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