Via alla nona edizione di "Ateneo dei Racconti"

Via alla nona edizione di "Ateneo dei Racconti"

di Giacomo Ferri

 

Martedì 3 dicembre, nel pomeriggio, allo Studentato Mayer, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della nona edizione del concorso letterario “Ateneo dei racconti”, promosso dall’Opera Universitaria e dall’Associazione Teatrale Universitaria. 

“Ateneo dei racconti” permette agli studenti e ai dottorandi iscritti all’Università di Trento o ad altri atenei italiani purché residenti in provincia di Trento, di mettersi in gioco a più livelli. Infatti, la scrittura del racconto è solo la prima fase di un processo che porta i dieci finalisti (selezionati da una giuria guidata dallo scrittore Davide Longo) a mettere in scena i loro testi sul palcoscenico del teatro Sanbàpolis, con la direzione del regista Guido Laino: scrittura, musica, danza, fotografia, disegno, cinema… Sono diverse le espressioni artistiche che “Ateneo dei racconti” intende sperimentare.

 

Abbiamo fatto una chiacchierata con Lucia Mora, una delle protagoniste della scorsa edizione: il suo racconto “Eclissi” si è infatti aggiudicato uno dei quattro premi finali, quello assegnato dalla Giuria studentesca.

Ciao Lucia, che cos’è per te "Ateneo dei racconti"?

Una splendida opportunità, un concorso a cui ho dato tanto e che mi ha restituito altrettanto. Mi ha permesso di conoscere persone che mi hanno letteralmente cambiato la vita (e non esagero). Inoltre, ha dato carica e forza al sogno che già custodivo nel cassetto: scrivere.

Parlaci più nel concreto della tua esperienza.

La mia esperienza comincia quasi per caso, con un racconto inviato il giorno stesso della scadenza del bando, e appena dopo un esame. Non ci credevo molto e mai avrei immaginato l’ondata di emozioni che mi avrebbe travolta. 

Il tuo racconto si intitola “Eclissi”. Com’è nato?

Per diverso tempo mia mamma ha avuto a che fare con persone anziane ed è capitato spesso che, tornata a casa, mi raccontasse delle sue esperienze. Nei suoi racconti cercavo di ritrovare i miei nonni, che mi mancano molto. Unendo questi due elementi, in qualche modo è nato “Eclissi”.

E chi ti ha influenzato, oltre ai tuoi nonni e a tua mamma?

Mi vengono in mente due persone. Andrea Scanzi, che è stato il primo a ispirarmi e a incoraggiarmi nella scrittura, e Giorgio Gaber, un grande artista capace di prendere un semplice momento della quotidianità e di elevarlo a oggetto di riflessione. Grazie a al Signor G, ho capito che anche un dialogo tra due persone anziane può diventare lo spunto per fermarsi a pensare.

Quali autori sono stati significativi per la nascita e la maturazione della tua passione?

Per la nascita, lo ripeto, sicuramente Scanzi: ho trovato in lui uno stile ironico e scorrevole da emulare e sono stata ancora più entusiasta quando ho scoperto che è anche una grande persona. Dopodiché, i miei autori-totem sono essenzialmente tre: Pasolini, per l’impegno che ha sempre profuso nel mantenere alta l’asticella dell’onestà intellettuale e dell’idea di scrittura stessa; Calvino, per la semplicità con cui sa trattare temi enormi; Paasilinna, scrittore probabilmente meno noto dei due precedenti, ma che mi ha insegnato tanto in termini di ironia e profondità.

Tornando al concorso, com’è stato vedere rappresentato il tuo racconto? 

È davvero una cosa indescrivibile. Se già avevo dei dubbi circa il mio talento, di certo non mi sarei mai immaginata di poter partecipare alla messa in scena del mio stesso racconto. Vedere il frutto della propria immaginazione prendere vita e coinvolgere attivamente altre persone è un dono che auguro a tutti di ricevere.

Hai dei suggerimenti da dare?

Sicuramente di provarci. L’insicurezza – che anche io provavo – non deve assolutamente precludere la possibilità di fare questa esperienza. Comunque vada, ne sarà valsa la pena, anche per il solo fatto di aver creato qualcosa di proprio e di averlo condiviso con qualcuno. Se poi l’esito dovesse essere positivo, lo staff a disposizione dei finalisti è davvero nutrito e si viene accompagnati passo dopo passo nella realizzazione della performance. Perciò non c’è nulla di cui preoccuparsi.

Quindi lo rifaresti?

Assolutamente sì. Esordire da principiante con un proprio racconto - e al teatro Sanbàpolis - non è mica male.

 

Maggiori informazioni si trovano sul sito dell’Opera Universitaria.

La scadenza per l'invio dei racconti è il 20 dicembre.

Affrettatevi!

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