Il fenomeno Brexit spaventa anche l’Università UK

Il fenomeno Brexit spaventa anche l’Università UK

di Lorenzo Caoduro

Dopo la bufera Brexit l’agitazione e l’incertezza hanno fatto sentire i loro morsi anche nel settore dell’istruzione, tanto che vi è stato un calo del 9% nelle iscrizioni di studenti dell’Unione Europea (6240 domande contro le 6860 del 2015-2016). Il dato, diffuso dalla Universities and Colleges Admissions Service (Ucas), organizzazione inglese che si occupa del processo d’iscrizione alle università del Regno Unito, si riferisce ad alcuni corsi universitari: tutti quelli attivi nelle università di Oxford e Cambridge e a quelli di medicina, odontoiatria e veterinaria in tutte le università britanniche. Le candidature degli studenti europei, secondo quanto reso noto, sono 6.240, 620 in meno rispetto all’anno scorso.

La preoccupazione generale, che ha coinvolto numerosi rettori, già preoccupati dall’incertezza che avrebbe fatto scaturire il fenomeno della Brexit, sono stati un poco tranquillizzati dal governo di Theresa May, il quale ha confermato i prestiti statali per gli studenti europei che vogliono iniziare i loro studi in Gran Bretagna dal prossimo anno.

I prestiti statali di 9000 sterline l’anno consentono di coprire per intero le rette universitarie fino al momento della laurea, sono dei prestiti governativi che vengono restituiti gradualmente a partire dai 23 anni, in misura pari al 9% dei guadagni annuali e solo dopo aver cominciato a lavorare con uno stipendio superiore a 21 mila sterline l’anno. 

L’annuncio del governo tuttavia è arrivato in ritardo: solo 4 giorni prima della data di scadenza  per l’iscrizione alle università di Oxford e Cambridge,e per i corsi di medicina, odontoiatria o veterinaria nelle altre istituzioni. Per tutti gli altri corsi la scadenza è a Febbraio e allora si potrà valutare veramente i danni causati dal fenomeno Brexit in ambito accademico.

Nonostante le rassicurazioni governative e l’attesa di una valutazione più accurata del fenomeno, rimangono numerosi dubbi per quanto riguarda il programma Erasmus ed i possibili permessi di soggiorno. Questo clima di insicurezza denota come la preoccupazione coinvolga molti giovani che guardano alla Gran Bretagna come luogo ideale per studiare e lavorare.

 

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