Edoardo Prati al Fuori Festival: “Gozzano ci insegna il diritto di reinventarci”

Il Festival dell’Economia di Trento ha sconfinato nella letteratura con un incontro dedicato a Guido Gozzano, protagonista del crepuscolarismo italiano. In Piazza Fiera, al Fuori Festival, il giovane divulgatore Edoardo Prati ha raccontato vita, opere e sensibilità del poeta torinese davanti a un pubblico di studenti.

In dialogo con il giornalista Stefano Biolchini, Prati ha intrecciato il tema del Festival – le speranze delle nuove generazioni – con una rilettura contemporanea di Gozzano. “È stato la drag queen della letteratura del Novecento – ha provocato – perché ha saputo reinventarsi con ironia, lasciandoci la lezione che abbiamo il diritto di immaginarci diversamente”.

Il riferimento è a un autore che, pur segnato dalla malattia e morto a soli trentadue anni nel 1916, ha scelto di raccontare la propria fragilità lontano dal modello dannunziano del superuomo, trasformando l’ironia in chiave di lettura della realtà.

Attraverso testi come I colloqui, La signorina Felicita e Le amiche di nonna Speranza, Prati ha ripercorso il mondo poetico di Gozzano, fatto di nostalgia, quotidianità e sguardi disincantati, ma sempre attraversato da una sottile tenerezza.

“Ritorna il tema dell’ironia come forma di verità emotiva”, ha osservato Prati, sottolineando come il poeta riesca a far sorridere senza svuotare di profondità ciò che racconta.

Un incontro che ha unito letteratura e attualità, trasformando Gozzano in una lente per leggere il presente e rivolgersi alle nuove generazioni: il valore, ha suggerito Prati, sta anche nel rompere gli schemi e concedersi il diritto di immaginare strade diverse.