Dopo il Carosello, tutti a letto!

Cafè de la paix, è bufera sul provvedimento comunale

Nel clima generale di ordinanze pazze che hanno allarmato i residenti di molte città italiane (vedi il caso Pisapia del divieto di vendere gelati dopo la mezzanotte, per fortuna ritirato), Trento, che in questa disciplina primeggia, non si è fatta mancare il suo quarto d’ora di celebrità. Tutto è iniziato martedì 18 giugno, quando il noto Cafè della Paix di Passaggio Osele si è visto recapitare una bella lettera dei Vigili che “udite, udite” impone la chiusura alle 22.30! Motivo? Come si legge nel provvedimento – potete trovarlo su facebook – gli avventori (sì, questa brutta razza) che si fermano a consumare le bevande nella piazzetta antistante il locale con il loro vociare – testuali parole-  aumentano la percezione di insicurezza dei residenti e creano intralcio al transito pedonale!!!
A nulla è valso ricordare a lor signori come il Cafe de la Paix, da quando ha aperto nel 2012, ha intercettato la domanda di migliaia di giovani e non solo (sono 10.000 i tesseramenti) in cerca di uno spazio intelligente, innovativo, culturalmente impegnato che offrisse occasioni per ritrovarsi e discutere anche di temi impegnati legati alla pace e ai diritti umani, grazie ad iniziative che uniscono musica e parola. A nulla è valso sottolineare come l’associazione rappresenti un’opportunità economica e occupazionale notevole e che la stessa ha sottratto la zona di Passaggio Teatro Osele al degrado e all’incuria trasformandola in un luogo animato e in fermento. No, la presenza di luci e persone oggi è da considerarsi fonte di insicurezza.
Forse è giunto il momento per le istituzioni di riflettere su “cosa vogliono fare da grandi”. Come in tanti scrivono su FB, Comune e Provincia non possono credere di attrarre giovani talenti, ricercatori, lavoratori e fare di Trento la nuova Silicon Valley, capitale dell’innovazione, senza curarsi minimante dell’eco-sistema sociale che deve accogliere questi cervelli. Così si vive il paradosso di una politica economica ambiziosa che guarda al futuro e lo sovvenziona con cascate di finanziamenti in tecnologia e ricerca e una politica sociale che anestetizza il cambiamento, resta sorda alle esigenze dei nuovi protagonisti e si piega al diktat della quiete e dell’ordine pubblico.
Il popolo della rete intanto si è già mobilitato e i commenti si alternano tra l’incredulità, la rabbia: “Non si possono volere gli studenti solo quando è il momento di incassare i soldi dell’affitto”, l’ironia: ”Popolare una piazza vuol dire insicurezza? Meglio lasciare le persone al buio e isolate! Bravi geniali!” e la rassegnazione: “Trento è un paese per vecchi”.
Ma non tutto è perduto, i gestori infatti non si sono dati per vinti e da martedì è iniziata una raccolta firme contro il provvedimento (in 600 sono state le adesioni su fb). E per chi non riuscisse a passare al cafè c’è anche una petizione online che conta già 525 firme https://www.change.org/it/petizioni/ai-partiti-movimenti-politici-del-comune-di-trento-prendete-posizione-contro-la-chiusura-serale-del-caf%C3%A9-de-la-paix.

(di Carlotta Artioli)