Una pasta cacio e pepe perfetta e l’origine della vita sembrano mondi lontanissimi. Eppure, dietro entrambi può esserci la stessa domanda: come si comportano le miscele liquide quando cambiano le loro condizioni? A raccontarlo sarà Giacomo Bartolucci, alumno dell’Università di Trento e oggi assegnista di ricerca all’Università di Barcellona, ospite della dodicesima Assemblea del Dipartimento di Fisica di UniTrento, in programma il 23 e 24 giugno a Povo.
Bartolucci interverrà con la lezione “La termodinamica delle miscele liquide, dalla biologia cellulare alla cucina italiana”, partendo da uno studio dedicato proprio alla cacio e pepe. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Physics of Fluids, ha analizzato il fenomeno della separazione di fase che porta alla formazione dei grumi nella salsa, mostrando come l’aggiunta di amido possa aiutare a ottenere una consistenza più stabile.
Un problema culinario che diventa un esempio di fisica applicata: gli stessi principi che regolano la separazione delle componenti di una salsa sono infatti fondamentali anche nello studio dei processi biologici. «La separazione di fase – spiega Bartolucci – è considerata un possibile meccanismo alla base della formazione dei cosiddetti condensati biomolecolari nelle cellule».
Durante il seminario il ricercatore parlerà anche del legame con una delle grandi domande scientifiche: l’origine della vita. Le teorie sul “brodo primordiale” di Oparin e Haldane ipotizzano infatti che fenomeni simili possano aver avuto un ruolo nella nascita dei primi sistemi biologici.
Per il progetto sulla cacio e pepe Bartolucci e i suoi colleghi hanno ricevuto anche il premio Ig Nobel per la fisica, riconoscimento dedicato alle ricerche capaci di unire curiosità, ironia e valore scientifico.
L’Assemblea del Dipartimento di Fisica sarà occasione anche per discutere il futuro della ricerca e della formazione, con incontri dedicati a studenti, studentesse, giovani ricercatori e personale tecnico-amministrativo.