Dal Trentino a Firenze: le ricerche sull’archeometallurgia al Salone tourismA

Le ricerche condotte dall’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento sono state protagoniste al recente Salone dell’Archeologia e del Turismo culturale (tourismA) di Firenze. Durante il workshop “La montagna nella preistoria e protostoria: itinerari culturali e turistici”, Paolo Bellintani, archeologo della Soprintendenza trentina, ha illustrato i risultati degli scavi e delle ricerche sul tema “Le vie del rame nella pre-protostoria del Trentino. Scavi e ricerche. Scuole e turismo”.

I ritrovamenti più recenti hanno rivelato oltre 200 siti fusori, ossia officine destinate all’estrazione del rame dalla calcopirite, minerale diffuso soprattutto nel Trentino orientale tra medie altitudini. Queste evidenze confermano l’importanza del distretto minerario trentino nel processo di estrazione e circolazione del rame, destinato non solo alla pianura padana, ma anche a mete più lontane, svelando un ruolo finora probabilmente sottovalutato nella pre-protostoria europea. Particolare attenzione è stata riservata alle ricerche riprese dal 2020 nell’area mineraria di Vetriolo a Levico Terme, dove emergono tracce di un complesso sistema di scavo e primo trattamento del minerale.

Il patrimonio archeologico è valorizzato non solo nei musei locali, ma anche attraverso la musealizzazione dell’officina meglio conservata, quella di Acqua Fredda al Passo del Redebus, tra la Valle dei Mocheni e l’Altopiano di Piné. Qui, oltre alle attività con le scuole e al turismo estivo, vengono proposte dimostrazioni sperimentali della lavorazione del rame, mentre sono in preparazione itinerari turistici che colleghino le varie fasi della storia mineraria trentina, dall’officina protostorica di Acqua Fredda fino alla miniera medievale di Erdemolo.

TourismA ha offerto così un’occasione di confronto e divulgazione, con decine di convegni, centinaia di relatori, laboratori di archeologia sperimentale e spazi espositivi, sottolineando il valore della ricerca trentina nella comunicazione e nella valorizzazione del mondo antico.