Yezers - la politica ai giovani!

Intervista a Vittorio Dini - fondatore della startup di politica attiva

Yezers - la politica ai giovani!

di Lorenzo Zaccaria

Yezers è una startup di politica attiva che si rivolge alle generazioni più giovani. Spinti dalla curiosità verso il progetto siamo andati a chiederne di più a Vittorio Dini, fondatore del progetto.

Mi sapresti dire com'è nata l'idea di Yezers e qual è stato il suo processo di strutturazione?

La nostra storia non è iniziata con un garage, ma con una sera d’estate tra amici. Una di quelle sere in cui si finisce quasi per caso a parlare di qualcosa di molto più grande. Ed è così che un’idea che accarezzavo da tanto, e a cui ho sempre lavorato a tempo perso, è diventata un progetto vero e proprio. Un progetto condiviso prima da quattro, poi da dieci, poi da centinaia di persone. La nostra idea nasce dalla necessità di trovare nuove forme di rappresentanza e impatto per i giovani. Con rappresentanza intendo la possibilità di dialogare con gli organi istituzionali, da pari. Con impatto la capacità (e, di nuovo, necessità) non tanto di far valere le proprie ragioni battendo i pugni sul tavolo o pretendendo di essere ascoltati, quanto facendo comprendere i nostri punti di vista. Per farlo, siamo partiti da un’analisi del “mercato politico” e dei suoi attori, nonché dei “prodotti” che mancavano per i “clienti-cittadini”. Di fatto, affroniamo l’incertezza con metodologie data-driven, ispirandoci a quanto succede nelle startup. "Data-driven" vuol dire utilizzare quante più informazioni (data) attendibili possibili per avere chiaro un problema e quindi costruirci intorno una soluzione dedicata, argomentata e difendibile. Sempre senza dimenticare come i dati sensibili spesso trascurino aspetti della realtà più complessi, come problemi di natura etica.

Come sono nate le prime proposte che ha sviluppato il vostro team?

Tutte le nostre proposte nascono da una domanda: in che Italia vorremmo vivere nel 2050? Rispondere ci ha permesso di delineare i tratti che vorremmo avesse il Paese e che a nostro parere sono fondamentali. Per esempio, un Paese in crescita, che sappia coltivare e organizzare meglio l'università e la ricerca. Che sappia utilizzare la tecnologia per avvicinare Stato, Amministrazione e cittadini. O che semplifichi, invece di complicare. Un Paese che accetti il diverso e sia in grado di valorizzarlo, senza aspettare che qualcuno lo faccia al posto suo. Un paese in grado di difendere il Made in Italy, proteggendolo all’estero dalle imitazioni. Un Paese che incoraggi le esperienze all’estero e ne celebri il valore, ma che dia anche la possibilità di tornare. Che dia una chance a tutti, in modo giusto. Individuato, con questi e altri punti, il Paese che ci piacerebbe, abbiamo iniziato a definire quali passaggi ci avrebbero portato dalla situazione odierna a quella desiderata. Per questo abbiamo deciso di partire da proposte concrete, presentandole in modo solido, strutturato e misurabile. Abbiamo ideato e raffinato il nostro processo di ricerca e sviluppo interno, che ci suggerisce step precisi per la risoluzione del problema e l’individuazione della soluzione. Tra l’altro, il 19 maggio a Milano ci sarà il nostro primo evento nazionale e saranno presentati al pubblico diversi dei nostri lavori.

Come vorreste mettere in pratica le proposte, cioè come passare dal momento di confronto e formulazione al lavoro pratico di cittadinanza attiva?

Questo è un punto fondamentale della nostra strategia. Nostra prerogativa è innanzitutto affinare la nostra metodologia, in modo da arrivare a proposte forti e di elevata qualità, in grado di guadagnarsi rispettabilità da parte di tutti gli agenti politici del nostro paese. In un primo momento vorremmo portare il nostro progetto agli attuali decisori per discuterlo e poi condividerlo, iniziando così un percorso comune di sviluppo. Successivamente, vorremmo arrivare a proporre alle istituzioni le nostre soluzioni, fino a riuscire ad essere noi stessi capaci di rappresentarle direttamente. È sicuramente un percorso molto lungo e articolato, ma vedere come sempre più ragazzi si interessano e partecipano attivamente alla nostra organizzazione per mettere le proprie competenze e il proprio tempo al servizio di qualcosa di più grande è il combustibile che ci sprona a stringere i denti e pedalare.

Ringrazio Vittorio Dini per l'occasione, per chi fosse interessato il sito di Yezers è a questo link.   img. source: pixabay.com

 

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