Treno della Memoria 2012 - Visita ad Auschwitz-Birkenau

Ammassati come oggetti stavano i prigionieri ad Auschwitz-Birkenau e in tutti i campi di sterminio.

Valigie, occhiali da vista, protesi, vestiti, ciotole, pennelli da barba. Le scarpe sono spaiate e mischiate insieme. Nel blocco 5 ad Auscwitz oggi si trovano tutti i beni tolti coercitivamente ai deportati.

Grandi mucchi di oggetti che ricordano come le persone fossero trattate nel campo: erano cose, ammassate le une sulle altre, da umiliare, da uccidere o da lasciar morire e da cui trarre tutto il possibile. Anche i loro capelli erano venduti. Le persone stesse potevano essere vendute.

Sembra, a tratti, di trovarsi in una realtà parallela e distante, ma le pareti degli edifici, l’elettricità che passava nel filo spinato, la propaganda mediatica ci riportano al secolo scorso. Non sono ancora passati 70 anni da quando il disegno nazista si compiva tra queste mura.

Immagini: foto di prigionieri schedati, foto di bambini, tantissimi bambini, foto che mostrano come questi edifici e questi boschi un tempo abbiano ospitato il massacro quotidiano di esseri umani.

“Tu a destra, tu a sinistra”. Un semplice movimento del pollice che significava abile al lavoro o non abile al lavoro, vita o morte. Bambini - morte, donne in gravidanza -morte, anziani - morte, disabili - morte, malati - morte.  Per gli altri la prospettiva era comunque la stessa, l’intenzione finale era quella di ucciderli.

E a me cosa sarebbe successo? Mio padre sarebbe stato giudicato abile? E mia madre? I miei fratelli? I miei nonni?

I numeri, i libri di storia, le testimonianze, le immagini, tutto torna insieme alla mente in un momento ed è reale. L’empatia apre un canale nel meccanismo di rifiuto e lascia entrare dolorosamente quello a cui si è di fronte.
 

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