There is no planet B

There is no planet B

di Giulia Nicoletti

I dati raccolti dalla NASA e diffusi lo scorso febbraio mostrano che il 2018 è stato il quarto anno più caldo mai registrato sul pianeta da quando c’è disponibilità di inforazioni a riguardo, ovvero a partire dal 1880: la temperatura media, infatti, è stata di 1,78 gradi sopra la media del ventesimo secolo. Ma non finisce qui: servendosi di un registro che copre gli ultimi 140 anni, i ricercatori hanno rilevato che 18 dei 19 anni più caldi si sono verificati a partire dal 2001, a conferma di una tendenza al riscaldamento globale a lungo termine. Come ha affermato il responsabile del gruppo di ricerca, Gavin A. Schmidt, “non stiamo più parlando di una situazione in cui il riscaldamento globale è una prospettiva futura. E’ qui. Sta succedendo ora”.

Al di fuori del mondo della ricerca, qualcuno prima di altri si è reso conto della situazione e ha deciso di agire di conseguenza. La sedicenne svedese Greta Thunberg, che di recente è diventata il simbolo della lotta contro il cambiamento climatico, ha iniziato a protestare da sola, davanti al parlamento svedese, il 20 agosto 2018, chiedendo maggiore attenzione da parte dei politici al problema delle emissioni, dell’inquinamento e dei gas serra, così pericolosi per il futuro di intere generazioni.

Da quel momento non si è più fermata, tanto che l’iniziativa di saltare la scuola ogni venerdì per far sentire la propria voce l’ha portata, il 21 febbraio, sul palco della Commissione europea. Davanti ai leader mondiali ha pronunciato, in nome della sua generazione e di quelle future, una frase che ha colpito nel segno per la sua icasticità: “Ci state rubando il futuro”. In quell’occasione, Greta ha avanzato la richiesta che gli accordi presi a Parigi durante il Cop 21 e nel successivo Cop 24 di Katowice, in Polonia, dove anche lei ha preso parola, vengano rispettati, ma ha invitato a fare anche qualcosa di più: a prendere coscienza che il “global warming”, per essere affrontato, va trattato per quello che è, ovvero una crisi mondiale.

Si contano a migliaia gli studenti delle scuole superiori di tutto il mondo che hanno raccolto il messaggio di Greta: il movimento globale che ne è scaturito, denominato “FridaysForFuture” (FFF) proprio in omaggio agli scioperi portati avanti di venerdì dalla stessa Greta, ha iniziato a coordinare marce, manifestazioni e cortei nelle città di tutto il mondo con l’obiettivo di smuovere le coscienze delle istituzioni. In alcuni paesi i “venerdì per il futuro” hanno già preso il via: sono 30mila, per esempio, gli studenti scesi in strada in Belgio lo scorso gennaio, 10mila in Germania.

Il salto di qualità, però, è previsto per domani 15 marzo, quando lo sciopero avviato da Greta raggiungerà finalmente una portata mondiale, con oltre 957 manifestazioni organizzate contemporaneamente in 150 paesi del globo. Solo in Italia sono previste 109 appuntamenti, tra marce, comizi e raduni di giovani e studenti, ma non sono da meno Francia, Germania e Regno Unito, che contano rispettivamente 76, 141 e 81 iniziative (tiene il conto il sito fridaysforfuture.org).

Tra le 109 manifestazioni organizzate in Italia, una è prevista anche a Trento. Lo sciopero partirà da Via Verdi alle ore 9 e si concluderà verso le ore 13.30 in Piazza Duomo. Sebbene l’iniziativa sia nata da studenti che intendono, secondo le direttive di Greta, saltare la scuola per mandare un messaggio alle istituzioni, essa si è autonomamente allargata a famiglie, genitori e privati cittadini di tutte le età che intendano sostenere la causa. Chiunque voglia partecipare, dunque, è il benvenuto. L’unica raccomandazione data dagli organizzatori è quella che la manifestazione non venga strumentalizzata a fini politici.



 

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