Seduto in quel cafè, io non pensavo che...riaprisse!

Seduto in quel cafè, io non pensavo che...riaprisse!

 

 

Attenzione attenzione, torna a far parlare di sé il Cafè de la Paix, questa volta però sembra che la vicenda che ha tanto appassionato la cronaca trentina questa primavera abbia un lieto fine. Risale a qualche giorno fa infatti l'annuncio di riapertura del locale a settembre. Una riapertura che porta con sé dei cambiamenti, a partire dai nomi del direttivo, fino all'imprinting dato al modello di “diffusione culturale” e “promozione della cooperazione”, obiettivi fissati nel bando. I nomi che spiccano ai vertici dell'associazione Arci sono quelli di Lorenza Pandolfi de Rinaldis, logopedista con alle spalle vent'anni di esperienza nella neuropsichiatria infantile e di Luca Buonocunto, attore con una visione del teatro sperimentale ed insolita. Certo, due background non proprio da “baristi”, ma sappiamo bene che il cafè non è mai stato semplice esercizio commerciale, bensì luogo di contaminazione, terreno fertile per seminare idee. In questo senso le due professionalità, così diverse, potrebbero rivelarsi un cocktail formidabile per far ripartire il locale a gonfie vele. Mentre Lorenza si occuperà di mantenere le relazioni con le diverse associazioni culturali presenti sul territorio, Luca curerà la programmazione vera e propria. Tutte le declinazione che il termine cultura può assumere saranno esplorate: educazione, arte, scolarizzazione, lettura, ma a giocare il ruolo di protagonista in questa nuova compagine sarà proprio il teatro caro a Buonocunto. Non bisogna pensare ad un teatro tradizionale tuttavia, perchè nelle idee di Luca, l'arte drammaturgica consiste prima di tutto nella contaminazione e nell'integrazione, le quali passano attraverso la parola, la lettura, il gesto e -perchè no- la musica. Le sue fonti di ispirazione? Mimmo Cuticchio e Carmelo Bene. La sua proposta per il cafè ? Creare un vero e proprio movimento teatrale che sia in grado di dare spazio a chi ha voglia di sperimentare. Insomma una specie di Cabaret Voltaire trentino. Ma, ci chiediamo, come affronteranno i nostri argonauti la battaglia per la conquista della concessione d'oro? Quella di tenere aperto fino ad un orario decente, senza doversi sottoporre alle vessazioni comunali ed alle lamentele del vicinato. I due non si sbilanciano per ora, non potendo assicurare l'orario di chiusura, hanno deciso di puntare sulle colazioni, anticipando l'apertura. Il resto non è dato saperlo, forse il problema non si porrà nemmeno, considerando la nuova forma culturale adottata dal cafè: il teatro, come spiegano, non si può fare all'una di notte! Noi intanto aspettiamo curiosi, sperando che le vacanze portino consiglio e aiutino a distendere gli animi, soprattutto quelli dei residenti! 

 

  (C.A)

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